“Lamine” di Missey è un grande collage fatto di connessioni

da | Mar 13, 2024 | NUOVE PROPOSTE

Missey è lo pseudonimo artistico di Francesca Sevi, talento pugliese classe ’95. La sua Lamine pubblicata venerdì 1 Marzo, le ha fatto conquistare la copertina di una playlist editoriale di Spotify e sta già riscuotendo un grande successo tra gli ascoltatori. 

Francesca ritorna con Lamine dopo gli EP “Prima parte del celeste” (2020) e “FUTURO3” (2022) in cui aveva già dato prova della sua maturità artistica, confermata anche da un tour di quindici date e dai numerosi palchi di club e festival di spicco del panorama indie. Nel 2021 si esibisce in apertura a Generic Animal. Nel 2022 Rolling Stone la inserisce in “Classe 2022”, tra i migliori esordienti dell’anno.

Il nuovo singolo invece, offre un suggestivo assaggio del prossimo progetto discografico di Missey, che sarà il suo primo album. Realizzato con la produzione e la composizione di OMAKE, il brano ci accoglie calorosamente dal primo minuto con un sorprendente impasto sonoro di fiati, basso e batteria, insieme a delicatissimi elementi di sound design. Insomma, tutto il necessario per immergersi completamente nei pensieri dell’artista.

In Lamine, Missey sfida le convenzioni proponendo libertà sia nel significato che nella forma

Missey sceglie di non seguire nessuna struttura precisa, anzi decide coraggiosamente di lasciare che sia il suo flusso di coscienza a dettare i diversi momenti del brano e noi non possiamo che seguirla incantati.

Il freddo ti ha conciato male

E io avrei dovuto accorgermene

Gli scherzi sono diventati faide

Con Lamine, Missey dipinge diverse sfumature delle relazioni umane mettendo a nudo fragilità e insicurezze, fraintendimenti e sfiducia, ma anche consapevolezze conquistate nel tempo. La voce della giovane artista ci accompagna in un dialogo interiore fatto di linee melodiche imprevedibili e linguaggi tendenzialmente jazzy e soul. Ciò che ne deriva è un collage di sentimenti che possiamo anche visualizzare nell’artwork del brano, un coloratissimo spazio di condivisione, composto da ritagli di carta e di vita.

Lamine racconta quello che nascondiamo e tutto ciò che abbiamo paura a condividere

Ma a volte ho frugato tra le carte

Non ho rivelato mai le tracce

Ti ho nascosto roba anche pesante

Non ho rivelato mai le tracce

Che portavano a quello che pensavo davvero

A volte, quello che non diciamo per paura rischia di distruggere i legami con gli altri, finendo per sabotare l’affetto e l’aiuto di cui abbiamo bisogno. Una incomunicabilità di fondo, quella affrontata nel testo, che però ci fa comprendere come sia possibile ritrovarsi e migliorarsi, anche se per farlo siamo costretti a salire faticosamente rampe di scale che non avevamo previsto. D’altronde, imparare ad amare sé stessi e accettare le proprie paure è il primo passo per poter amare gli altri.

Una grande sensibilità si percepisce anche nell’esecuzione dei fiati di Antonio Fallacara e del basso e delle chitarre mai scontati di Dario Bracaloni, che diventano la formula magica per sprigionare tutta la magia evocativa di Lamine.

C’è da dire che questo brano va oltre i dettami del mercato musicale che conosciamo superando i 4 minuti, ma lo fa senza che l’ascoltatore possa accorgersene, con leggerezza e un gusto musicale che non lascia nulla al caso.

Quanto a noi, rimaniamo in attesa di immergerci ulteriormente nell’universo musicale di Missey tra parole autentiche – e strumenti autentici! – ed un sound originale quanto audace, pronti a lasciarci trasportare ancora.

La Playlist di Cromosomi