Orion Club: Shiva a Roma è stato un rogo di emozioni che bruciavano all’unisono

da | Mar 16, 2023 | #Cromosomiintour

Il 14 marzo 2023 sono stata per Cromosomi al concerto di Shiva, classe ’99, che seguo da tempo, ma non avevo mai avuto modo di ascoltare dal vivo e che, oltretutto ad essere stato il mio primo live da sola, non mi ha stupito… di più.

Una cosa che mi piace dell’Orion Club è il modo in cui, come luogo, riesce ad annullare la distanza tra artista e pubblico: il palco sembra un tutt’uno con il sottopalco e viceversa. In più, Shiva è estremamente riconoscente nei confronti dei suoi fan ed ha la capacità di saperlo trasmettere. Questo, a mio parere, fa tanto.

Dall’inizio del live ho intuito l’andazzo e mi sono detta “ok, stasera ci divertiremo” e così è stato.

Lo spettacolo è iniziato e dal primo momento in cui Shiva è salito sul palco non si è mai fermato, fin quando non ci sono venuti gli occhi lucidi a tutti quanti. Dopo un’ora e mezza di “festa e fomento” sono arrivati i momenti di riflessione e commozione.

Shiva, dopo essersi lanciato sulla folla ed aver cantato una canzone intera tra le braccia dei suoi fan, è risalito sul palco, ed è lì che è arrivato il primo momento in cui mi sono detta “amo il mio lavoro”.

Quando è partita Non lo sai il pubblico ha iniziato a cantarla dall’inizio alla fine e Shiva, con gli occhi lucidi come i miei, ha posato il microfono. È stato un momento molto umano, come per dire “alzo le mani, il mio palco ora siete voi ed io sono il vostro pubblico”.

Ero seduta dietro i fonici e questo mi ha permesso di avere una visuale completa di quanto stava succedendo: è stato bellissimo. Ho visto negli occhi di un ragazzo di 23 anni un senso di gratitudine forte e sincero.

Spesso i pregiudizi inquadrano erratamente determinati artisti: con la mia esperienza posso dire che a volte questi sono i concerti in cui percepisco maggiormente amorevolezza, sensibilità, dolore, unione.

Partecipare al live di Shiva è stato come essere stata al centro di un incendio di cuori che sono arrabbiati con la vita ma non negativamente parlando, bensì con quella “cazzimma” che ci vuole per fare la rivoluzione in senso antiorario.

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