Nulla è come le ”Luci del Colosseo” di Mobrici

da | Nov 26, 2022 | Recensioni singoli

Venerdì 25 novembre Mobrici ha rilasciato il suo primo singolo, Luci del Colosseo, dopo l’album da solista Anche le scimmie cadono dagli alberi.

E’ una ferita ancora aperta quella della rottura dei Canova, band italiana di cui Matteo Mobrici ne era il frontman. Piano piano si sta facendo spazio l’accettazione di questa cicatrice anche grazie a 20100 che ha inaugurato l’arrivo e il ritorno sulla scena musicale di Matteo.

Questa volta da Milano ci spostiamo a Roma

dalla capitale fittizia alla capitale effettiva (dell’amoR). E’ proprio quest’ultimo che non conosce distanze e differenze quando colpisce. Così in preda all’euforia del momento ci si ritrova a dirsi ”ti presterò i miei soldi per venirmi a trovare” o meglio come dice Mobrici:

Ce l’hai sessanta euro da buttare
Per venirmi a trovare?

E’ inutile prendersi in giro, l’animo umano ha una propensione particolare per le storie non vissute, le cose non dette e le azioni incompiute. Brutta storia quella essere condannati a dover idealizzare una relazione e perdersi nell’idea di ciò che sarebbe potuto essere non concretizzando l’immaginazione nella quotidianità che, bene o male, calma le acque.

Luci del Colosseo tratta di un romanticismo assoluto che travolge tutto. Anche la città rivale alla propria città natale assume una luce diversa, migliore, tanto pregna di emozione.

Questo testo tanto metaforico e sofferto, dato che Matteo ammette di averci pensato tutta l’estate prima di pubblicarlo, lo rende uno di noi amici del club dei sottoni che tanto ci fa sognare ripensando a tutti gli errori fatti.

Tra Milano e Roma non si scappa, l’italianità si fa sentire dato che all’orchestra all’italiana di fonde un synth anni ’80 che strizza gli occhi alla wave del collega, Tommaso Paradiso, artefice infatti del brano dei The Giornalisti Milano-Roma.

Che dire, il ritornello spacca e ci piace molto perché è bello amare ma soffrire forse un po’ di più.

Perché mi manchi tanto, tanto, ti ho voluto bene
Tanto, tanto, tanto, siamo stati bene
Ora, eh, ti giuro non so, oh
Perché mi manchi tanto, tanto, ti ho voluto bene
Tanto, tanto, tanto, siamo stati bene
Ora, eh, ti giuro non so, oh

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