20100 è il nuovo codice di avviamento musicale di MOBRICI

da | Recensioni singoli

Era nell’aria, un po’ meno del virus Sars CoV-2, ma pur sempre nell’aria. Ecco (ri)presentarsi a noi MOBRICI, ex frontman dei Canova. Lo fa con 20100, il suo nuovo CAM, Codice di Avviamento Musicale, o più semplicemente e genericamente Milano. Lo fa grazie a Maciste Dischi, Virgin Records e Universal Music Italia.

20100 nasce all’improvviso, con una chitarra e tanta voglia di attirare l’attenzione. Cruda e romantica, come le situazioni che affrontiamo costantemente con i rispettivi partner, congiunti, potenziali compagni di vita. L’attenzione dell’altro è il fulcro, come se qualcosa di eclatante possa far rinsavire chi ha deciso di andare altrove.

Perdere incosapevolmente l’altro sotto la luna di Milano e quel 20100 ormai obsoleto. Chiamatelo sfogo, chiamatelo urlo, MOBRICI punta dritto a scardinare la soglia dell’attenzione di tutti.

20100 è quella canzone che scrivi a letto, con il vino accanto, la chitarra sulle ginocchia, passando le mani nervosamente tra i capelli.

Rievoca sempre qualcosa, in qualsiasi punto tu decida di ascoltare. E’ maledettamente autobiografica, suggestiva, sincera.

Ti ho persa tra un esame e un altro, tra un passaggio dato da qualcun altro,
tra una bevuta di domenica sera, tra un bicchiere di vino e una risata leggera.
E scusami se non sono stato bravo abbastanza da capire al volo
dove andasse la tua vita adesso, ti ho persa sotto una luna piena…

Quando ormai il quadro è ben definito, è lì che ci accorgiamo di essere stati manchevoli verso l’altro. Iniziamo a recriminare, a far pace a fatica con noi stessi.

Ruberò la Madonnina
E ci farò un falò con della benzina
Inonderò il Naviglio con le lacrime
E i turisti annegheranno facile
Ti ricordi di me? La camicia che avevo
Era bianca, ma sembrava vintage
Ti ricordi di te? Della tua preoccupazione
Nelle cose?

Musicalmente parlando, se dovessimo dire con certezza che il taglio del cordone ombelicale dai Canova sia avvenuto, perdonatemi, avrei qualche dubbio e storcerei un po’ il naso.

Il sound li ricorda, ma non importa questo. MOBRICI ha fatto una scelta, condivisibile o meno, ma è la sua.

Avrà tempo e stimoli per essere solo MOBRICI e non Matteo Mobrici, ex frontman dei Canova. Perché questo è un vizio di forma che adottiamo spesso in Italia, questa cancellazione del passato in favore di un futuro “originale”. Come se distaccarci dal passato ci rendesse più ganzi, meno banali. Il passato accresce l’esperienza, va conservato con cura, dal passato va trattenuto il meglio e bisogna imparare dagli errori commessi.

Dopo questa breve ma sentita lezione di vita gratuita e non richiesta torniamo a 20100.

Immaginate la faccia del vostro partner, congiunto e/o potenziale compagno di vita. Adesso immaginate come possa cambiare mentre vi vede intenti a dar fuoco alla Madonnina con della benzina.

L’effetto che MOBRICI ha richiesto a questo brano è stato esattamente questo. Creare clamore, all’improvviso, nonostante tutti sapessimo stesse covando qualcosa.

20100 è una bella sorpresa, ti urla in faccia pensieri che tutti abbiamo portato o portiamo sul grippone da giorni, mesi, forse anni. Come se bastasse una canzone a far tornare l’altro, come se bastasse renderci conto degli sbagli, come se bastasse far straripare i Navigli con le nostre lacrime e finire sulle pagine de Il Corriere della Sera per questo gesto “eroioco” da un verso, folle dalla’altro.

Le attenzioni dell’altro come motore della vita, ma attenzione a non restarne dipendenti.

Sipario!

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