L’ultimo disco (Parte 1) di Danti è l’uscita che non ti aspetti

da | Ott 25, 2022 | Recensioni album

E’ la notte di venerdì 21 ottobre: debutta la prima parte de L’ultimo disco (Parte 1) di Danti.

Fare il producer, spesso, implica il fatto di mettersi in secondo piano. Ma, come sappiamo, negli ultimi tempi, c’è stata la rivincita dei producer: Sick Luke, DJ Gengis, MACE e via così. L’ultimo ad aggiungersi a questa fortunata lista è Danti. Il founder di Two Fingerz torna dopo 7 anni con un nuovo progetto tutto suo, accompagnato da artisti diversissimi tra loro, ma dal risultato musicalmente esplosivo.

Cosa ci fanno insieme, in un album solo, Nina Zilli, Ghemon e Nello Taver? Ottima domanda, a cui risponde Danti.

I featuring sono sicuramente un grosso punto di forza dell’album. Sono così disparati che, potenzialmente, possono piacere a tutti, dalla nostra nonna al nostro fratellino fissato con la trap. L’insieme di mondi musicali, voci e vissuti così diversi arricchiscono l’album, rischiando però di dare vita a un risultato fin troppo frammentato e diversificato.

Ciò che tiene insieme tutte le differenze dei vari brani e artisti sono i beat di Danti. Questi alternano lo spudorato mainstream, soprattutto in tracce come Solo con un tasto (dove sicuramente il contributo di Dj Matrix ha la sua importanza), a sonorità più particolari, come in Esco, un tributo quasi rockabilly, e in Anna, quasi una ballad alla Vasco Rossi.

Se c’è una cosa che Danti può fare senza preoccupazioni, è quello di rappare a cassa dritta.

Essendo uno dei padri fondatori del rap-pop in Italia, può permettersi questo e altro. E se le prende tutte queste licenze poetiche nella prima parte de L’ultimo disco (Parte 1). Perché il suo mood è proprio Non m fe frega. Danti vuole prendersi il successo mainstream dopo tanti anni da producer di altri artisti. E va bene così.

Aspettando la parte 2 di L’ultimo disco, non possiamo che ascoltare con attenzione questa prima sezione, scoprendone tutte le sfumature musicali diverse.

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