Beat Coin è il manifesto rap di DJ Gengis

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Un progetto fresco e innovativo, con ottime prospettive per il futuro: stiamo parlando di Beat Coin, album debuttante alla mezzanotte del 3 settembre 2021.

Lo scorso 26 luglio, i profili Instagram dei rapper italiani più in voga del momento si sono contemporaneamente riempiti di Stories enigmatiche, che facevano vagamente intendere la prossima uscita di un lavoro collettivo. Il tempo ha dato ragione a questa intuizione, tanto che, indizio dopo indizio, giorno dopo giorno, siamo arrivati al giorno X del debutto.

Le indiscrezioni avevano ragione: ci troviamo davanti ad un vero e proprio manifesto del genere rap italiano, con tutte le complessità e le differenze di questo ambiente musicale.

La prima cosa che salta all’orecchio è proprio la diversità intrinseca delle tracce. Il disco è veramente molto completo: si passa da sonorità black e raggae, a melodie tipicamente pop, all’hip hop più tradizionale. La carta vincente è proprio questa molteplicità di anime, che sicuramente deriva dai vari artisti del collettivo.

È innegabile: Beat Coin è una vera e propria battaglia rap, ma non solo fra vecchia e nuova scuola. È uno scontro ideologico, di concept, di formazione, di orizzonti.

La mente dietro a tutto questo? Al secolo, risponde al nome di DJ Gengis, producer finora semi-sconosciuto. Poco ma sicuro, non ci scorderemo così presto di lui. Oltre ad aver coordinato un progetto ambizioso e discretamente impegnativo, si è circondato di artisti di altissimo calibro.

Nomi come Tormento, Danno, Gemello e Neffa non fanno altro che incuriosire l’ascoltatore di rap della vecchia guarda. Ma nomi della nuova wave, come Carl Brave, Franco 126, Mostro e Gemitaz invogliano anche i nuovi adepti.

Insomma, 11 brani e 18 artisti che regalano 38 minuti di buon rap. Cromosomi approva Beat Coin a pieni voti, con menzione speciale a Stress e a Come e quando. Freschezza e ricerca: queste le parole chiave del manifesto rap 2021.

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