Un “Purosangue” vince alla fine, come Luchè con Shiva

da | Ott 24, 2022 | Recensioni singoli

È impossibile pensare di avere il controllo totale sulla vita, ma l’atteggiamento con cui la si affronta determina quello che potremmo ottenere. Luchè e Shiva seppur da due generazioni differenti, così come le loro storie e le loro città di provenienza, hanno collaborato al singolo Purosangue, una storia di rivalsa e successo.

Purosangue, fuori ovunque, per Columbia Records Italy / Sony Music Italy, è il riscatto dei due artisti, uno classe 81, napoletano e fondamentale per tutta la scena rap nazionale, l’altro a soli 23 anni già alle spalle tre dischi di platino e numerose collaborazioni; entrambi, con la stessa cazzima e quella arragia che solo chi viene dal basso sente nel sangue, si misurano con chi non ha avuto fiducia nelle loro capacità sin dagli esordi, cantando dei successi e dei traguardi raggiunti senza pesare su nessuno.

La periferia oggi è ancora il luogo “brutto” della città, quello da cui stare lontani, oppure è una realtà consolidata che rivela un importante mutamento che sta caratterizzando il panorama urbano e territoriale?

Luchè è un artista con una storia grande alle spalle, uno dei promotori della scena urban, tra i grandi pilastri che sono riusciti ad abbattere i confini della propria città per arrivare a tutti. Ora che entrambi, anche Shiva, hanno raggiunto importanti risultati in ambito musicale, è tempo di alzare la testa, e bisbigliare un simbolico ma estremamente sentito “te l’avevo detto”.

Mi guardo sempre in giro come se fossi una ruota
Ora che il tradimento va così tanto di moda
Ho un piede nel successo, un altro nella zona
Tu uno nel cemento e un altro nella tomba

Ho dieci giga in cerchio che mi contano la somma
Tutto lo stivale che si guarda ogni mia mossa
Un purosangue vero ce l’ha dentro, non lo indossa
Un purosangue vero te la vende, non la tocca

Ai semi della terra ci si può solo aggrappare e poi risalire, e la vittoria ha un gusto diverso se il tragitto è stato lungo e impervio. Si festeggia senza scorciatoie né giochetti perché il rap è un mondo di artisti che fanno comunità: un esempio sociale irrinunciabile.

Purosangue è un brano intimo e intenso, il documento scritto che anche i meno privilegiati ce la fanno, e poi arrivano a guardarti dall’alto e intanto siedono al top delle classifiche.

Stefano Benni in Saltatempo lo dice apertamente: uno crede che una volta che le cosa vanno bene, che hanno preso l’anda della felicità, la strada sarà sempre in discesa, basta prendere più spinta e la goduria aumenta, ma non è così. Subito dossi, cunette, sassi in mezzo alla strada, e sbandate fuori dai tornanti. E davanti a noi, una gran salita che non si vede la cima.

Intanto Purosangue galoppa, come direbbe Luchè, su uno di quei cavalli che inciampano e percepiscono la staccionata solo a pochi secondi dal salto, eppure siamo sicuri che dopo la gloria e le cadute, si vince alla fine.

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