Dieci anni di Disco Inverno: l’evoluzione di MecNamara

da | Set 7, 2022 | In Evidenza, News

Pubblicato il 7 settembre 2012. Esattamente dieci anni fa. Team Macro Beats. Registrato a Milano. Annunciato prima su iTunes e poi in copia fisica. Anticipato dai singoli: Senza paracadute e Servirà una scala. E’ lui. Stiamo parlando di Disco Inverno. L’album che ha dato vita ad una carriera di successi, di rivincite, di allontanamenti. Mecna […]

Pubblicato il 7 settembre 2012. Esattamente dieci anni fa.
Team Macro Beats.
Registrato a Milano.
Annunciato prima su iTunes e poi in copia fisica.
Anticipato dai singoli: Senza paracadute e Servirà una scala.

E’ lui. Stiamo parlando di Disco Inverno.
L’album che ha dato vita ad una carriera di successi, di rivincite, di allontanamenti.

Mecna come abbreviativo di MecNamara, nome attribuitogli da Nasty ai tempi della scuola e poi troncato su consiglio di Ghemon, qualche anno più tardi.

Beh, si… perché prima di tutto questo, c’era Corrado di Foggia che cantava con i Microphone Killarz, c’erano tre ragazzi liceali arrivati a Parigi in autobus per registrare il loro primo vero disco. C’era la voglia di creare, in tavernetta, ed i pomeriggi passati a” fare pezzi e mangiare pizza”.

C’era la musica cruda, la gavetta, i sogni nel cassetto che non dipendevano dai followers su Instagram o gli streams su Spotify. C’era la voglia di dar vita a progetti, gruppi di lavoro ideati per appassionare le nuove leve.

“La Blue Nox è un collettivo fondato nel 2009 di cui fanno parte artisti del calibro di GhemonKiaveDJ ImproHystMecnaNegrèRafè e Macro Marco.”

C’era un sacco di bella gente che ruotava intorno all’hip hop e, soprattutto, c’era la fame, la voglia di voler imparare a fare.

Corrado Grilli si è sempre distinto per il suo “quasi rap romantico” che, ai tempi, non andava poi così tanto di moda. Il suo modo di fare musica non aveva nulla a che vedere con le gare di freestyle o la scena “pseudo-truce” del momento (come esprime anche in Laska, con Non dovrei essere qui):

A disagio come molti altri rapper
Ma il mio disagio è stare con gli altri rapper
A cercare di dire una cosa figa che dicono i rapper

Mecna era un po’ il fiore che fuoriusciva dall’armatura, il modo per dire “c’è dell’umanità, della fragilità, del sentimento dentro tutto questo casino”. Il <<groove delle casalinghe>>, così come lui stesso lo chiama.

Forse anche per questo, Disco Inverno, è stato, per molti, un regalo importante. Un migliore amico, una spalla su cui piangere. Meno “tecnico e studiato”, si, ma decisamente vero e sincero se facciamo caso a tutto ciò che contiene.

La copertina, ad esempio, è la chiara rappresentazione di uno stato d’animo, ma anche la maniera per venir fuori da un contesto nel quale le <<sbavature di dialetto>> non erano contemplate.

Essere Fatto Così e non vergognarsene. Non avere sempre la necessità di cercare l’accento, il testo ed il font giusto per farsi accettare (tipo l’Helvetica, per dirne una).

Non sono il tipo da serate e risate infinite
Non sono quello che si uccide, ma che sopravvive

Essere un romantico, un malinconico, un “preso male” e farlo diventare il tuo punto di forza… magari anche coinvolgendo gli amici di sempre. Ghemon, Nasty, Lustro, Andrea Nardinocchi, Kiave, Bassi Maestro, Mistaman, infatti, sono solo alcune delle collaborazioni del primo lavoro da solista di Mecna (escludendo l’Ep Le valigie per restare).

Disco Inverno segna un passaggio obbligatorio nella vita di Corrado, ma, in verità, rappresenta anche un po’ il restart decisivo nella vita di noi tutti. Il giorno in cui si parte e si decide di diventare grandi, perché è arrivato il momento di correre, di lanciarsi (Senza Paracadute), di provare a scrivere il tuo futuro, così per come te l’eri sempre immaginato.

Perciò ad maiora semper, caro Mecna. Dopotutto, non hai mai smesso di fare grandi cose.


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