Aiello: con “Paradiso” non ho bisogno di dimostrare

da | Interviste

Non lo sentivamo da un po’ di mesi.. lui, Aiello, il ragazzo calabrese dal cuore sempre innamorato. Dopo Ex Voto e Meridionale, Antonio torna sulla scena con Paradiso, il suo ultimo singolo disponibile su tutte le piattaforme dal 29 aprile.

E’ una canzone importante – ci racconta – una canzone che non ha paura di mostrarsi.

Questo perché Paradiso nasce al culmine di una storia che non ha fatto in tempo a diventare abitudine e che si è fermata alle prime sensazioni, alla bellezza delle prime scoperte, al, tanto chiacchierato, momento d’innamoramento.

Sul tuo profilo Instagram, per annunciare l’uscita del singolo, hai scritto “Se potessimo vivere in loop i primi quindici giorni di ogni storia che nasce, forse non ci lasceremmo mai

Si, perché penso che, i primissimi tempi, vivi un mix di emozioni che sono, forse, irreplicabili. Sono quelle che ti danno, poi, degli slanci enormi nel rapporto con l’altro: hai una grande fifa ed una grande fiducia al tempo stesso.

Se tutta questa magia potesse in qualche modo congelarsi o andare in loop all’infinito, probabilmente sarebbe una meravigliosa storia d’amore. Il problema è che, la maggior parte delle volte..

Finisce prima!

Esattamente! Nella migliore (?) delle ipotesi, dopo pochi mesi, capisci che forse non è la persona giusta. Però.. Paradiso se ne frega del post rottura. Ho voluto fotografare quel tipo di entusiasmo senza preoccuparmi di raccontare la rabbia che, onestamente, è stata anche poca rispetto a questa chiusura anticipata. Non c’è tristezza in questa canzone: c’è sicuramente malinconia, ma comunque una vibe positiva che sa di nuvole e leggerezza.

Il tuo rapporto con la musica dura, però, ormai, da un bel po’ di tempo.. non hai intenzione di lasciarla, vero?

Ma no! (ride) Mi sono preso un momento per me, perché viviamo in un periodo storico in cui sembra che uno debba sempre esserci per forza. Cose che, a mio parere, è una roba abbastanza malsana e tossica.

Avevo proprio bisogno di fare un percorso mio, personale, che mi ha aiutato anche a godere del mio successo musicale. In fin dei conti, per, una serie di motivazioni, non mi son mai veramente vissuto nulla, ed essendo questo un privilegio unico, vorrei cercare di assaporarlo il più possibile.

Può essere anche stata una risposta ai due anni di pandemia?

Si, certamente. Anche se, alla fine, non ho attraversato dei grossi momenti di sconforto. Ho avuto i miei down, come tutti, ma non l’ho vissuta drammaticamente.

Prima abbiamo parlato di inizi. Paradiso è il tuo punto di partenza verso qualcosa di nuovo?

Direi di si. E’ il primo passo verso un’era nuova, intesa come una continua ricerca ed evoluzione della musica, che per me è fondamentale. Non ho voglia di fare le stesse cose a ripetizione, non mi piace standardizzare la scrittura, sarebbe la morte. A quel punto potrei propormi di andare a lavorare alle poste o fare un lavoro d’ufficio!

Ci sono sicuramente altre canzoni pronte ad uscire, ma, per il momento, mi godo il Paradiso.

L’amore non smette mai di essere il protagonista dei tuoi testi. Sei un fan dei piccoli gesti o delle grandi dimostrazioni?

Io, in realtà, sono felicissimo se mi porti un tiramisù a casa! I piccoli gesti vanno benissimo! Poi magari, per qualcuna, il fatto che io possa scrivere una canzone pensando a lei, è una cosa gigante, mentre per me è una cosa naturale, quindi dipende sempre tutto dai punti di vista.
Di base, comunque, sono per la quotidianità. Restare accanto ad una persona è già una dimostrazione importantissima.

Nel tuo ultimo brano canti “se mi baci sulla bocca, io ti bacio sopra al naso”. Sbaglio o, in confronto alle tracce di Meridionale, Aiello si è intenerito ulteriormente?

“Ulteriormente” è pericoloso! ‘mo tutto ‘sto miele!
In realtà, penso di aver affrontato due fasi e, credo che questa, sia l’inizio della terza.
Ex voto è stato un percorso istintivo: nessuno mi ascoltava, nessuno sapeva che esistevo. Meridionale è stato un concept album che ho utilizzato per raccontare le mie origini, e mi viene da definirlo come un disco un po’ “dimostrativo”. Avevo questa voglia di far capire di meritarmi ciò che avevo sudato, che è la cosa più sbagliata che uno possa fare. Per fortuna, è uscito un disco che mi piace molto, e va bene così.

La parentesi in corso, che parte con Paradiso, è una situazione in cui mi sento più sereno. Sarà una musica molto più diretta, con meno filtri in confronto a Meridionale ed un po’ vicino ad Ex Voto a livello intenzionale. Il nuovo pezzo, infatti, ha anche un approccio molto più essenziale.

Con Meridionale,  hai dimostrato, comunque, di saper unire diversi generi musicali: urban, R&B, elettronica, musica tradizionale italiana, flamenco…

Eh, è proprio quello che ti dicevo! “Ho dimostrato di saper fare”. Ora vorrei solo mantenere il grande pathos che ho per la musica e per la gente senza sentirmi in dovere di far vedere chi sono e di cosa sono capace.

Parliamo di live. Hai già iniziato il tour. Sensazioni?

Stupore. Mi stupisce ogni volta la carica delle persone. Nel tour estivo, mi sono arrivate delle robe incredibili. Poi sono uno che la notte sta lì a leggere tutti i direct, i commenti.. è commuovente. Davvero. L’affetto della gente è qualcosa di insostituibile.
Il sold out fa piacere, è chiaro, ma per me è molto più importante questo tipo di feedback.

Ti saluto con la domanda con la quale tu sei ritornato: come stai?

Sto bene, sono certo che starò meglio.

Ah quindi non stai benissimo…

Ma si, sto bene, è che non mi accontento! Oggi mi sento molto più sereno, sono solo convinto di potermi dare ancora di più.

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