Aiello lancia il suo primo album: Ex Voto, tra l’attesa di molti e l’insoddisfazione di alcuni. Un successo in ogni caso.
Non c’è stato bisogno di ascoltare Ex Voto sulle piattaforme musicali. Non c’era stories dei contatti social che non avesse nei tag almeno uno dei 9 brani (8 più una Outro) lanciati dal nuovissimo album di Aiello. La mia ultima storia, pare proverbiale, si riferisce proprio alla “vita terminale” delle stories dei social, anagramma metaforico delle storie vere, sentimentali e, quasi sempre, struggenti.
In molti, già innamorati del singolo ascoltatissimo in anteprima Arsenico, si sono mostrati un po’ delusi dal numero di brani. Chi ne aspettava almeno una dozzina, chi invece non può essere più entusiasta di così. Ma qualunque siano state le aspettative rimane il fatto che questi brani piacciono e tanto. Una somiglianza tra La doccia del 25 e Quel cane, particolarmente nel ritornello, non sarà ciò che farà degradare questo tanto atteso album.
Siamo malati dello stesso male
Ci fa gridare, stringere, sudare
Ci fa stare bene
è ciò che si può ascoltare in Sushi, che sembra parlare della storia di ognuno.
Orecchiabilità spiccata invece per Festa, il cui titolo non tradisce e accende i riflettori sulla confusione che dimora nella testa di tutti.
Pensa alle ore che hai perso
Dietro ad un libro, ad un corso
E per sentirsi felici
Ti basta il lato oppostoPensa che per costruire
Ti insegnano a lavorare
Ma per restare felici
Ti basta guardare il mare
Ex Voto, un album scorrevole, veloce che si ascolta in poco tempo e volentieri. Un album che ti accompagna mentre sei in aiuto in mezzo al traffico oppure ti segue in un sabato pomeriggio casalingo.
Un album per abdicare un po’ dal mondo, mentre del mondo si canta con le parole di Aiello.










