Aiello: è un vanto, per me, essere “Meridionale”

da | Interviste

Aiello reduce dal Festival di Sanremo, ci racconta della sua esperienza, della sua nuova creatura Meridionale e del suo attesissimo tour ad ottobre 2021.

Un’intervista che ha più il sapore di una chiacchiera informale, le sue canzoni spesso sono autobiografiche, ma alla mia domanda – E allora quanto ti fanno soffrire ? – ci tiene a precisare che, molte volte,  è lui stesso a pagare le conseguenze delle sue sofferenze, compiendo scelte e agendo d’istinto.

Meridionale è il suo ultimo album uscito lo scorso 12 marzo ed è un inno alle proprie radici, è la voglia di mettersi in gioco attraverso suoni ricercati e generi unificati, contaminazioni ovunque pop, r&b, clubbing, urban, flamenco e tanto altro ancora. 

Aiello è pronto a sperimentare e lo fa mediante le sonorità, ma resta fedele a quella che poi è la sua penna. Lo stile non viene intaccato, c’è una forte evoluzione che emerge dalle tracce dell’album, ma la cifra stilistica, le terminologie e i temi sono quelli di sempre, sono quelli di Aiello.

Esperienza Sanremo: com’è stata? Come hai vissuto tutto l’iter? Dalla proposta del brano, alla scoperta della tua partecipazione ed, infine, l’esibizione in prima serata su Rai1?

Da fan di Sanremo, non avrei mai immaginato di farne parte un giorno, anche perché il new pop non ha sempre spazio, e invece quest’anno Sanremo ha avuto un cast molto contemporaneo. Ora non è un pezzo nato per Sanremo, l’ho scritto nel primo lockdown. Ci sembrava un pezzo potente, nuovo nel sound, è stato adattato con degli archi, ma senza snaturarlo per il festival.
Sanremo è stata un’esperienza magica, ma anche tragica. Io mi sentivo come un vulcano tappato. Ho fatto solo due anteprime, il mio tour è stato rinviato di volta in volta. Ero molto emozionato e avevo voglia di trasmettere tutta la mia voglia di cantare ed esibirmi live. Il bilancio a distanza di giorni è positivo, durante però è stato pesante.

Che tipo di palco è l’Ariston e quanto ha inciso l’assenza del pubblico per te ?

A me ha pesato molto cantare davanti a dei seggiolini rossi, il palco di Sanremo non è un live, ma è il Palco di Sanremo. Nei live c’è una dinamica più rassicurante, è la gente che ti ama che vuole cantare con te, che ti conosce. Con Sanremo devi dimostrare che vali in tre minuti, ad un pubblico che non sa chi sei, perciò,  se hai un imprevisto, le cose non vanno troppo bene. Sono dinamiche diverse e anche l’emozione è differente.

Rifaresti questa edizione del festival? E, nel tuo futuro, c’è spazio per un Sanremo bis?

Rifarei questo festival per indietreggiare nel momento in cui la telecamera si avvicina, in modo tale che l’urlo un po’ scomposto con la maggiore distanza sarebbe passato in secondo piano. Non escludo mai nulla, ma non mi piace programmare. Potrei tornarci l’anno prossimo come tra dieci anni o mai.

Meridionale è il tuo ultimo album. Quanto hanno influito le tue origini sul tuo percorso di vita e, soprattutto, sul tuo percorso musicale? Cosa significa per te essere meridionale? Che valore dai a questa parola? 

È il mio primo vanto il fatto di essere meridionale,  tuttavia,  non voglio creare il dualismo nord e sud, che trovo démodé.  Siamo tutti meridionali, un po’ per origini geografiche, ma anche aspirazioni e modi di essere. Meridionale è passione, carnalità, ambizione. Le mie origini influenzano tantissimo la mia musica, la Calabria vede una contaminazione continua, diverse culture che si sono mescolate: io ho fatto lo stesso nel disco. Ho cercato di vestire a mio modo le canzoni. Più meridionale di cosi si muore !
Il mio obiettivo è evolvermi, sorprendere senza mai snaturarmi, voglio andare avanti, portare novità, ma riconoscermi sempre in quello che faccio.
“Meridionale” è il mio secondo disco, ma per molti è il primo, è un mattone importante per far capire che tipo di artista sono.

Quando si tornerà alla normalità, cosa ti aspetti ? Ho visto che hai in programma un tour nell’autunno 2021, come sarà riprendere live? 

È necessario essere positivi.
Ho necessità di godermi i sold out che mi stano regalando le persone, per me non è un  semplice regalo è molto di più. Sento il dovere di infiammare quel palco, appena sarà il momento. Siamo davvero vulcani tappati ed emotivamente tutti coinvolti. Sto già ragionando a livello di visual, di palco, di grafiche e vibes per il mio primo tour che presenterà due dischi, sarà un live corposo e non vedo l’ora.

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