Willie Peyote dà la ” La colpa al vento”

da | Recensioni singoli

In attesa di poter ascoltare l’album Pornonostalgia, in uscita il prossimo 6 Maggio, Willie Peyote ci offre un assaggio con il singolo La colpa al vento pubblicato sulle piattaforme e in radio lo scorso 22 Aprile. Sebbene il brano manifesto del disco sia Fare Schifo con La colpa al vento il cantautore torinese ci regala ottimi spunti di riflessione ed un piacevole ascolto.

Come sempre, e come Willie ci ha abituati, il singolo non cede a contenuti e testi banali; i contenuti sempre concreti, le parole utilizzate decise e determinate, i testi per nulla smielati.

Quante volte ci piacerebbe poter dare la colpa al vento? Quanto sarebbe bello? E, soprattutto, quante volte già lo abbiamo fatto?  Per tutte quelle occasioni sprecate, per tutte quelle negligenze, per gli errori di inesperienza o di inerzia. Tutto ciò che per colpa nostra sbagliamo o che non va come dovrebbe. Tante volte tentiamo di scaricare la responsabilità su altri, su agenti esterni o su cause di forza maggiore, ci proviamo, ci prendiamo in giro, per non dire a noi stessi che in fondo la colpa, la responsabilità, sono solo nostre. Questo è ciò che Willie Peyote comunica con questo singolo, la cui strofa portante canta per l’appunto:

Come se potessi dare la colpa al vento

Era il nostro biglietto della lotteria
E con un soffio ti è volato via
Sfugge di mano tipo emorragia
“Dottore lo stiamo perdendo”
Era un biglietto della lotteria
E con un soffio ti è volato via
E ora vuoi dire che la colpa è mia
Come se potessi dare la colpa al vento
Non sapremo mai se avremo vinto o perso tempo

Ecco le dichiarazioni dello stesso Willie Peyote, che, come già accaduto in tanti altri singoli precedenti, riesce a fare di un suo racconto personale un sentimento comune a tanti:

La Colpa al Vento è un brano che racconta della sensazione di aver perso una occasione, come se fosse un biglietto della lotteria che ti è volato via, e invece di dare la colpa a te stesso, che ti sei fatto scivolare quell’occasione dalle mani perché non la tenevi abbastanza stretta, dai la colpa al vento. È un brano che nasce da un racconto personale ma che come sempre racconta un sentimento comune a tanti”.

Una sensazione estremamente comune, soprattutto tra noi “giovani” (chi si è scoperto improvvisamente trentenne dopo due anni di quarantene può dirsi ancora giovane?) costantemente compressi tra pressioni sociali di ogni tipo. In perpetuo ritardo nei confronti di qualcosa, soggetti ad una corsa continua contro il tempo. In un tale quadro nessuna inedia è concessa, nessun errore di calcolo e nessun rallentamento. Figurarsi un rallentamento forzato e obbligato di due anni a causa della pandemia: la sensazione di aver sbagliato tutto o di aver tralasciato, ignorato troppe occasioni è praticamente onnipresente ed inevitabile.

Riaprire l’argomento è un’autopsia
[…]
Un tarlo poi diventa malattia
[…]
L’utopia che quel biglietto fosse vincente
Resteremo col dubbio per sempre

Willie Peyote, dunque, non delude ancora una volta e altrettanto alte sono le aspettative nei confronti del suo sesto album (Pornonostalgia) in arrivo!

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