Con “Fare Schifo” Willie Peyote ci invita a scendere dalla giostra

da | Recensioni singoli

Alla vigilia dell’uscita del nuovo album Pornostalgia, Willie Peyote presenta il primo frutto degli ultimi mesi di lavoro per insegnarci che, alla fine, Fare Schifo va bene.

Utilizzando una metafora più che aderente alla realtà, quella della giostra con cavalli, carrozze e unicorni, Willie Peyote conferma il suo impegno nel combattere le convenzioni e i moralismi sociali insiti nel nostro secolo.

Tutto insieme non lo riesco a elaborare
Fammi scendere, mi vien da vomitare
Questa giostra vuole il sangue per girare
Quindi fare schifo è quasi un dovere morale

Willie si sofferma su come questo luna park in cui viviamo sia contraddistinto da ritmi accelerati che non lasciano spazio a dubbi, paranoie o difetti e che non ci permettono di goderci il sacrosanto diritto di

in certi giorni […] solo essere tristi e incazzati.

Con un testo diretto e dissacrante, il nichilista torinese e disoccupato – come si autodefinisce Willie Peyote nella sua BIO di Instagram – si rivolge a una società in cui è richiesto di essere un vincente, un entusiasta, un detentore di positività.

Quanta ipocrisia nella ricerca di tanta perfezione negli altri e in noi stessi?

La vera rivoluzione è invertire questo senso di rotta, darci la possibilità di non essere in grado di vincere e poi magari sì, vincere lo stesso, ma senza che nessuno se lo aspetti da noi.

Nella società della performance ci vogliono perfetti
Sempre in forma e pure in pace con noi stessi
Senza dubbi, senza pare, senza neanche dei difetti
Oppure essere orgogliosi anche di questi

Il Featuring con Michela Giraud

Il contributo di Michela Giraud – protagonista degli ultimi giorni su Netflix con il suo Tutta la verità, lo giuro! – fa riflettere sul fatto che Fare Schifo sia un vero e proprio atto rivoluzionario, tema affrontato negli stessi termini lo scorso novembre a Le Iene.

In quell’occasione la Giraud ha raccontato di aver messo Mi Piace a commenti denigratori nei suoi confronti: “una delle cose più liberatorie che mi siano mai capitate nella vita. Mi son detta oh è vero, io faccio proprio schifo, ma quanto è bello fare schifo?

Michela Giraud non si ferma qui, però. In Fare Schifo strizza l’occhio anche a una tra le cause più discusse degli ultimi mesi, ricordando l’affossamento del DDL Zan con un velo (neanche così sottile) di indignazione:

Perché fare schifo, signori, è un diritto
Come è un diritto essere tutte le cose che ci accusano di essere
Ed è un diritto che rivendico con orgoglio, esultando
Oddio, per quanto siamo in Italia
E qua si esulta solo quando un diritto viene negato

Insomma, Fare Schifo vorrebbe insegnare a scendere dalla giostra dell’ipocrisia che ci rende prigionieri degli sguardi degli altri e della società.

E se per George Orwell nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario, è ormai chiaro che per Willie Peyote anche Fare Schifo lo sia.


Articoli Correlati