Virus di Noyz Narcos: è subito contagio

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Meno di ventiquattro ore fa, a quasi quattro anni di distanza da Enemy, certificatosi disco d’oro nella prima settimana di rilascio, esce Virus, l’ottavo album in studio di Noyz Narcos: è subito contagio

Quando si parla di Noyz Narcos si parla d’autenticità, nonostante il chiaro sviluppo musicale e stilistico il rapper continua a mantenere viva la stessa fiamma che alimentava le prime release, sembra infatti non essere passato nemmeno un giorno da Sangue, il primo ed unico album in studio dei Truceboys, gruppo rap romano del quale, oltre al rapper, facevano parte anche Gel, Cole e Metal Carter.

Ciò che lo distingue rendendolo unico nel suo genere è questa necessità intrinseca di fare musica nel modo più libero e sincero possibile, senza seguire nessun dogma o paradigma. E’ altresì vero che, tener testa e fede ad una promessa tale, non tanto al giorno d’oggi, quanto agli inizi non è sicuramente stata una passeggiata di salute.

Ma il rap, come l’hip hop, nasceva appunto per questo, per poter denunciare quelle verità difficili da digerire dai piani alti, un qualcosa che odiernamente si sta andando un po’ a perdere, ma se oggi siamo qua a contare i dischi d’oro del rapper, questo significa che il pubblico ha saputo riconoscerne l’integrità, a riprova che, non esistono modi giusti ma solo cose giuste da dire, e in questo Emanuele, ne è il re indiscusso.

Questo è un concetto che viene sintetizzato in maniera quasi chirurgica nell’ultimo brano del disco Victory Lap, prodotto da Mace

La classifica la famo in strada, fuck FIMI

Nel brano Noyz ricorda ancora una volta d’essere l’uomo da battere, mettendo in luce la qualità che porta sul beat

Prima de fa un disco pacco me impicco

Quello di Noyz è un linguaggio truce, senza filtri alcuni, è il linguaggio di borgata, che se ne frega dei vertici e li va ad affondare toccandone senza remore alcuno i tasselli traballanti delle fondamenta, ma soprattutto è un linguaggio consapevole. E’ il punk del rap italiano

Lo so sta merda è troppo truce per qualunque posto
Ma il vocabolario nostro è l’unico che conosco

Nel documentario Dope Boys Alphabet, girato da Marco Prosepio, Noyz ci aveva già dato un assaggio di quello che sarebbe stato l’assetto di Virus: un album da ascoltare tutto d’un fiato, infatti nelle riprese in studio dove veniva settata la tracklist Noyz esordisce così:

Le prime sette tracce devono esse’ una appresso all’altra che te staccano la testa

Sono 46 minuti che sembrano volatilizzarsi uno dietro l’altro, traccia dopo traccia, feat dopo feat.

La cosa interessante del disco, oltre alla scelta dei feat internazionali infatti, è proprio la struttura della tracklist, a partire dalle produzioni.

Infatti Virus vede protagonisti molti personaggi differenti fra loro a livello stilistico ma accomunati tutti da una sincerità testuale impressionante.

E’ inutile dire che, una delle tracce più attese è sicuramente stata Verano Zombie pt.3, il sequel che vede protagonisti due pezzi da novanta: Gemello e Metal Carter, questo è un pezzo che mi permetto di definire senza nessun indugio culto.

Ma altrettanto interessanti sono stati quei pezzi più introspettivi, ad esempio Cry Later, con Luchè e Sfera Ebbasta e Welcome Back con Raekwon.

La presenza di alcuni artisti, come Franco 126 e Coez, hanno dato la possibilità di mostrare un lato più rotondo del rapper, infatti Spine e Blister, sono due canzoni che trattano temi finora sfiorati quasi soltanto in maniera allusiva da Noyz.

L’amore è sicuramente una tematica ben presente nelle sue produzioni, ma raccontato in una chiave di lettura diversa. Da tracce come queste si percepisce la maturità artistica raggiunta con Virus, che a mio modesto parere si classifica come uno degli album più coerenti e completi degli ultimi tempi.

All’interno del disco le tracce si comportano da vera e propria spina dorsale, raccontano una storia nella storia, ripercorrono il passato con uno sguardo al futuro. E’ quasi cinematografico, basti ascoltare la prima e l’ultima traccia per comprenderne la potenza. E’ un disco attivo, che racconta, denuncia ma protegge le fragilità nascoste al suo interno.

Noyz come dicevamo pocanzi, è sicuramente l’uomo da battere e la partita non è affatto semplice.

Il disco tratta temi di solita familiarità, si parla di strada, di storie di vita quotidiana, di criminalità e di gang. Le denunce allo stato Italiano tipiche alla Noyz Narcos non mancano, ma la vera chicca è la chiave introspettiva sotto la quale si svolge l’intero album.

E’ un disco compatto e completo, che fa onore alle aspettative degli ascoltatori, Noyz col tempo non ha finito le cose da dire, tantomeno ha finito i modi per dirle.

La presenza di feat internazionali come Raekwon e Cam’ron vanno a mettere l’accento sul taglio old school del disco, rendendolo ancora più autentico e conforme alle linee guida del rapper.

Virus è un disco contagioso, pieno zeppo di varianti. E’ uno di quei dischi quasi infettivi, al quale non riesci a frenare l’ascolto, ti catapulta in una realtà terrena attuale, ed ha il coraggio delle parole mancate e sospirate a mezza voce. E’ un disco libero, ma anche di sperimentazione, racchiude in se tutte le esperienze sia sul piano professionale che personale dell’artista.

E’ un disco nuovo, un disco che profuma di rivoluzione.

Ancora una volta Noyz è tornato a spiegarci com’è che si fa il rap, quello vero, e noi non possiamo che ringraziarlo.

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