“Dope Boys Alphabet”, 5 motivi per non perdersi il documentario di Noyz

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Noyz Narcos ci ha regalato un’imperdibile chicca che ripercorre tutta la sua carriera artistica, dai Truce Boys fino all’imminente uscita di Virus.

L’ultimo disco di Noyz Narcos, Enemy, risale ormai al 2018, ma il rapper romano da allora non è affatto scomparso dai radar. La sua presenza all’interno della scena è sempre stata forte e tangibile e ora a distanza di quasi 4 anni ha annunciato l’uscita di un nuovo album, Virus, generando un fortissimo hype tra i suoi fan. Prima però ha voluto cimentarsi in un progetto nuovo, un lavoro che aveva in cantiere da tempo, ma che non era mai riuscito a dare alla luce: un docufilm.

Questo è “Dope Boys Alphabet”, un racconto di come il personaggio Noyz Narcos è nato e cresciuto, una parabola che va dagli esordi con i Truce Boys fino all’imminente uscita di Virus. 98 minuti diretti dal regista Marco Proserpio tra aneddoti, immagini esclusive e testimonianze di chi è stato al suo fianco in questo lungo percorso. Abbiamo voluto riassumere in 5 punti perché secondo noi è assolutamente necessario investire un’ora e mezza del proprio tempo per la visione di questo prodotto.

1 – LA STORIA DI NOYZ E DEL TRUCEKLAN

Il focus principale del documentario è il racconto di come Emanuele Frasca sia diventato Noyz Narcos, dai suoi primi concerti in cui si fece notare dai Truce Boys alla fondazione del TruceKlan fino agli anni di carriera più recenti. Storie di musica ovviamente, ma anche di amicizie perdurate saldamente nel tempo, di progetti collaterali, di droghe e problemi con la legge. Tutto raccontato in maniera cruda e senza filtri, in pieno stile Noyz Narcos, per restituire al telespettatore un’immagine quanto più fedele possibile alla realtà. Obiettivo più che mai centrato. “Erano dei reietti borderline del cazzo” afferma qualcuno, ma la gente si riconosceva in pieno proprio in quel disagio raccontato così bruscamente.

2 – IMMAGINI DI REPERTORIO

Gran parte del documentario si basa su immagini esclusive girate dallo stesso Noyz tra il 2005 e il 2009. Nell’epoca degli smartphone, oggi, non è difficile imbattersi in video che ritraggono gli artisti nella loro vita di tutti i giorni, ma all’epoca non era certo una pratica così diffusa. I pochi mezzi tecnologici a disposizione rispetto ad ora non aiutavano ma Noyz, che aveva anticipato i tempi già 15 anni fa, girava sempre con la sua videocamera e riprendeva sé stesso e la sua crew praticamente in ogni momento. Il racconto in questo modo risulta più che mai vero, diretto, sono le immagini stesse a parlare senza bisogno di romanzare nulla. Sono presenti delle vere e proprie chicche.

3 – ANEDDOTI

L’essere umano, si sa, è curioso e quando si parla di personaggi così controversi le storie che girano attorno ad essi assumono sempre un fascino maggiore. L’incontro con i Truce Boys, come nasce il linguaggio di “In The Panchine”, l’unione del mondo del porno e del rap nel progetto de “La calda notte” sono solo alcuni dei racconti che svelano tutte le sfaccettature di quella realtà. Vengono menzionati anche i momenti più bui, come i problemi con la legge che il gruppo ebbe nel 2009, le difficoltà durante la scrittura di Enemy e le litigate tra Noyz e Night Skinny per Virus. Un racconto a 360° impreziosito da curiosità meno note alla maggior parte delle persone.

4 – OSPITI ILLUSTRI

Le testimonianze della gente che è stata a stretto contatto con Noyz Narcos sono una componente essenziale per comprendere come l’artista sia riuscito a guadagnarsi negli anni il rispetto di praticamente tutta la scena rap italiana. A partire da Gel, Metal Carter, Gemello, Chicoria e tanti altri con cui ha condiviso i primi anni di carriera fino ai migliori artisti del momento come Guè, Marracash, Fabri Fibra, Salmo, Ensi e Luchè che raccontano i loro primi incontri con Noyz, spiegando cosa li ha sempre colpiti del suo modo di fare. I producer Sine, Dj Gengis e Night Skinny infine rendono ancora meglio l’idea del suo modo di approcciarsi alla musica.

5 – SPOILER DI “VIRUS”

In tanti hanno temuto che Enemy fosse l’ultimo disco di Noyz, anche perché l’artista in alcune dichiarazioni aveva lasciato intendere la volontà di prendersi una pausa. Dopo 4 anni, invece, il rapper di Montesacro ha annunciato l’uscita di Virus e le aspettative non possono che essere altissime. Anche “Dope Boys Alphabet”, che racconta alcuni passaggi della lavorazione del disco con tanto di grossi spoiler di qualche traccia, contribuisce ad alimentare la grande attesa che i fan hanno nei confronti di questo album. “Le prime 7 tracce devono esse’ una appresso all’altra che te staccano la testa” dice lui stesso, parlando con i suoi collaboratori durante la stesura della tracklist. Tra queste ci sarà sicuramente Verano Zombie pt. 3 con Gemello e Metal Carter e già solo questo basta per mandare su di giri i seguaci di vecchia data.

Noyz Narcos è un personaggio unico nel suo genere. La sua più grande forza è la credibilità che si è guadagnato sia tra gli altri rapper che tra il suo pubblico.

“Tutto quello che lui fa è per la sua reputazione. Per i ragazzi di oggi rappresenta un altro modo di farcela” dice Luchè. Non ha mai cambiato stile e attitudine, l’occhiale scuro, la Jordan e l’orecchino a cerchio sono i suoi marchi di riconoscibilità che lo accompagnano dall’inizio della carriera e che continuano a farlo ancora oggi. Per conoscere meglio uno dei più importanti personaggi della scena rap attuale o semplicemente per apprezzarne ancora di più le doti artistiche, “Dope Boys Alphabet” rappresenta uno step fondamentale.

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