Come ogni venerdì che si rispetti, anche il 10 dicembre ci ha regalato una miriade di emozioni a portata di cuffia. Tra queste non possiamo tagliar fuori Sui Muri degli Psicologi, il duo classe 2001 che vanta tantissime collaborazioni all’interno del proprio repertorio musicale.
Sui muri si muove verso una retta in pieno stile Psicologi, con una base che rimarca ancora una volta le personalità di Drast e Lil Kaneki, coinvolgendoci subito all’ascolto e dirigendoci verso le nostre riflessioni più personali.
Il muro è da intendere come un limite da abbattere, o come una protezione?
Siamo soliti ad attribuire al muro metaforicamente un’accezione di chiusura, vediamo la delimitazione di uno spazio come un elemento che ci distacca da tutto il resto e che non ci dà modo di dar voce alle nostre emozioni. Altre volte, invece, il muro può essere un buon modo per proteggerci dalle nostre paure, per restare al sicuro in una stanza, da soli con noi stessi.
Sui muri è un dissidio tra le due concezioni, è un approdo ad entrambe le sponde, che rimarca la profonda insicurezza che cresce dentro di noi quando ci muoviamo verso qualcosa di nuovo.
La chiusura
Da un lato Lil Kaneki pone al centro della sua strofa Roma, il posto a lui più familiare di tutti. Le mura della città servono a racchiudere la sua casa, ed ogni volta che lui si allontana si sente costantemente richiamato ad essa. La casa è sicura, nulla può accaderci quando siamo nel luogo che ci conosce, ed il modo migliore per stare meglio quando abbiamo paura è immaginare di essere proprio lì, nel nostro posto.
Tu sei il mio sole, la mia vita, tutto ciò che ottengo
Per quanto lontano io un giorno possa andare
Tu sarai per sempre casa e una casa rimani
La voglia di uscire dai bordi
In un’ottica completamente opposta si colloca Drast, che già dal primo secondo del pezzo mostra invece una voglia di aprirsi, di buttare giù le sue mura ed urlare le sue emozioni. Non serve a nulla chiudersi dentro una stanza per paura, porsi dei limiti sicuri non è altro che un modo per nascondersi: questo ci porterà inevitabilmente ad esplodere.
Tuttavia, proprio quando stiamo cercando di capire verso quale sponda vogliamo veramente dirigerci, le delusioni piombano su di noi con durezza, e ripartiamo da capo. Cancelliamo il nostro nome da quei muri che stavamo cercando di abbattere con tanta fierezza, eliminiamo ogni nostra traccia da quella parete che avevamo firmato e che sentivamo ormai nostra. I verbi delle frasi d’amore sono ormai tutti scritti al passato, e non possiamo più correggere l’inchiostro indelebile che le costituisce.
Forse non saremo mai in grado di gestire le nostre emozioni al di fuori di una stanza, perché spesso dimentichiamo che, quando non siamo più soli, rischiamo di essere colpiti dagli altri.
Quando si forma una cappa di emozioni che cominciano ad evaporare, la nostra viene messa da parte, viene spinta, si condensa e poi si pietrifica, costruendo con la somma di tutte le altre un nuovo muro. La prossima volta, però, non cercheremo più di valicarlo.










