“Scende” di MOBRICI ft. Gazzelle contro le aspettative

da | Recensioni singoli

MOBRICI insieme al suo (e anche nostro) caro amico Gazzelle in un giorno qualunque ha lanciato una bomba: la notizia di un featuring. Sui social panico e ansie varie hanno accompagnato l’attesa visto e considerato che non tutti si sono ancora ripresi da Ok, l’ultimo album di Gazzelle. Stavolta è il turno di Scende che arriva come quarto brano da solista per MOBRICI dopo 20100, TVB e LA FINE.

Scende (Maciste Dischi/Virgin Records/Universal Music Italia), prodotta da Filippelli, è un brano forse anomalo rispetto ai lavori precedenti dei due cantautori. MOBRICI commenta:

In un giorno dei tanti passati insieme, io e Flavio ci siamo messi a suonare e così è venuta fuori Scende [….] Per alcuni tratti, è una canzone distante dalle nostre cose, a livello di sound specialmente, ma ci siamo fatti trasportare dal momento. Liberi come fossimo altri, liberi esattamente come due amici accomunati dalla stessa passione.”

Aspettative altissime possono portare solo ed esclusivamente in due direzioni. Oggi come non mai, devo ammettere di aver capito chi da sempre mi dice “non ci pensare troppo, non crearti aspettative che poi è peggio”.

MOBRICI e Gazzelle insieme funzionano.  Le voci prese singolarmente non le metto neanche in discussione e per questo non mi stupisco che insieme riescano a tirare fuori il meglio. È innegabile che siano due cantautori che spiccano nel panorama musicale rispetto a tanti altri. In particolar modo, Gazzelle ormai sono anni che mi ha fatto rimpiangere di aver lasciato il mio fidanzatino dell’asilo, per dire.

Cosa c’è che non mi convince in Scende? Onestamente non l’ho ancora capito. La canzone ha una durata di circa due minuti ed è bello ascoltarla, il sound non delude e le strofe sono potenti. Eppure, c’è un “però” che proprio non riesco a superare.

Anticipo che non sono assolutamente d’accordo con chi è dell’idea che MOBRICI senza i Canova non vada da nessuna parte, anzi credo sia giusto smettere di paragonare quello che è stato con quello che è. Gli ultimi singoli di MOBRICI hanno in qualche modo confermato che è alla ricerca di un suo spazio personale.

Con Scende si fa spalleggiare da Gazzelle e va bene così, le polemiche a mio avviso lasciano il tempo che trovano.

Dopo questa solida premessa stile “volemose bene”, torniamo a Scende che comunque non ci risparmia qualche piccolo attimo di depressed mood.

Ho perso la testa ed era un venerdì
E fuori c’era una luce nera
Tu uscivi di casa e mi sembrava un film
Ma un film di quelli che fanno pena

Un bel sospiro, petto in fuori e lacrima dentro per piacere.

Non è sempre facile restare in piedi in mezzo al temporale
A volte piove più dentro di te che per le strade
Ti guarisco io lo giuro da ogni tuo dramma mentale

No, ma scherzavo eh. Anche perché con strofe del genere sperare di rimetterci una sola lacrima è troppo. Sono parole che descrivono una realtà non troppo difficile da immaginare.

Ed ecco che Scende riesce a rievocare quella serie di drammi mentali con cui tutti (anche chi non lo ammette) abbiamo avuto a che fare.

Scende è una di quelle canzoni che ricorda ai meno emotivi che piangere non è poi così male. Anche perché non sarebbe corretto verso noi stessi lasciarci ‘piovere’ dentro.

Non è sano lasciare incontrollata una perdita solo perché una o due gocce da sole non fanno abbastanza rumore.

Non t’ho mai visto
Non t’ho mai chiesto niente
Non so chi sei
Non so cazzo ti prende
Faccio tardi stanotte
Dormo quando mi scende
Ti ricordi com’è?
Dipende, dipende

Il ritornello è tutto. Non tanto per il fatto che è ripetuto tante (forse troppe?) volte ma perché molto banalmente funziona e rimane in testa dal primo ascolto.

Scende può non convincere ma MOBRICI sta giocando bene le sue carte, bisogna riconoscerlo.

 

Articoli Correlati