LA FINE è l’inizio di MOBRICI

da | Recensioni singoli

MOBRICI ci stupisce ancora con il suo nuovo singolo, LA FINE, uscito alla mezzanotte del 7 maggio 2021. Ma non è come sembra.

Matteo Mobrici pare ormai inarrestabile. I suoi singoli da solista sono le tipiche ballad indie malinconiche, ma cantate da una bella voce potente, che, inevitabilmente, strega gran parte degli uditori, dagli indiependenti di vecchia guardia, ai novizi. E anche LA FINE si dimostra essere su questa falsariga, strada ormai spianata per il cantautore milanese.

Quello che potrebbe sembrare un vicolo cieco, non è altro che una rotonda, in realtà. Una rotonda da cui si dipanano molte strade, guardate tutte da un MOBRICI automobilista.

LA FINE dà esattamente questa impressione: è come se l’autore guidasse la sua macchina (magari sgangherata e fumosa), solo, in una notte autunnale, fino ad una grande rotonda, al cui centro sta un enorme lampione (non a caso, un’immagine simile è ripresa sulla copertina del singolo). Preso dalla malinconia, si immette nella rotonda, desideroso, o forse obbligato a cambiare direzione sia nella vita, sia nella carriera, sia sulla strada. Non lo fa senza ripensamenti, anzi. Infatti, più volte gli cade l’occhio sul percorso che l’ha portato lì dov’è ora, su quel tratto di carreggiata che conosce quasi a memoria. Ma, finalmente, mette la freccia ed esce.

LA FINE parla proprio di questo: della malinconia per la fine di un percorso, ma della speranza e della gioia portati da una nuova esperienza.

Diventato re dell’it pop e dell’indie italiano da un giorno all’altro assieme alla sua band Canova, si è ritrovato, nel tragico 2020, ad avere in mano un nulla di fatto. Infatti, il gruppo si è sciolto per divergenze interne e, in quell’occasione, non solo per MOBRICI, ma per tutta la scena indie, è stata palpabile un’atmosfera di confusione e incertezza. Dopo soli due album, con singoli divenuti delle vere e proprie pietre miliari per tutti i ragazzi della generazione Z (e non solo), i Canova non esistono più.

Non è stato un periodo semplice per MOBRICI, che decide di trovare conforto nella sua cara, vecchia amica: la musica. Quale potrebbe essere, in fondo, il miglior modo per chiudere un ciclo ed iniziarne un altro?

Matteo dichiara che LA FINE è nata per caso, in una mattina di ottobre, poco dopo l’ufficialità dello scioglimento della sua (ex) band. In un periodo tetro, in cui non sapeva come rialzarsi, è arrivata lei, la musica, sua salvatrice e sua carnefice, che gli ha porto la mano. E lui l’ha presa forte, questa mano, e si è rialzato alla grande: testimoni sono i due singoli precedenti a LA FINE, come TVB e 20100.

Ringrazio questa canzone, che in un mattina di ottobre, mi ha fatto capire che, delle volte, possiamo anche lasciarci stare perché tanto, in fondo, non abbiamo scelta

E noi non possiamo che sostenerlo in questa ammissione, ascoltando e cantando a gran voce LA FINE, anche un po’ stonati, sulla nostra macchina sgangherata, di notte, a una rotonda. Magari mentre pensiamo a quello che ci siamo lasciati alle spalle, ma anche a quello che stiamo creando.

Perché, come diceva un grande artista, “Andrà tutto bene alla fine. E se non va bene, non è la fine”.

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