Folcast e la genesi di “Scopriti”

da | Interviste

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Folcast che ci ha raccontato qualcosa in più su Scopriti, brano con cui il cantautore romano ha preso parte alla 71 ͣ  edizione del Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte.

Com’è nata Scopriti e come Folcast ha capito che poteva essere la canzone giusta per Sanremo?

Scopriti è nata un paio di anni fa, a casa. Le fondamenta le ho buttate giù lì, le ho costruite lì. Mi ricordo che mi sono seduto al pianoforte ed è uscita subito fuori l’armonia. A distanza di tempo, con Tommaso Colliva, Raffaele Scogna e Carlo Madaghiele siamo stati in studio e abbiamo lavorato al brano, aggiungendo la parte dello special. Nel momento in cui si inizia a collaborare è bello vedere altri punti di vista. Credo che lo special abbia arricchito il brano ed è la parte che mi piace di più adesso. Quando abbiamo deciso di provare con Sanremo, Scopriti era il brano che ci convinceva di più. Abbiamo iniziato a lavorarlo, c’è stata l’orchestrazione di Rodrigo D’Erasmo che ha arricchito ancora di più il brano.

Come è stato sentire suonare il tuo brano da un’orchestra?

L’orchestra è incredibile, ha una forza acustica e sonora che riempie proprio lo spazio. Quando l’orchestra comincia a suonare, e sta suonando il tuo brano, la tensione si attenua. L’orchestra è un supporto. Nel momento in cui cominci a cantare, e non sei su una base, veramente sembra di surfare su quel palco quindi un po’ facilita anche nella gestione della tensione.

Com’è stato cantare di fronte ad una platea vuota?

È stato sicuramente strano, soprattutto perché per me si trattava del primo Festival. La cosa importante era portare me su quel palco e godermi quell’esperienza. Ovviamente l’assenza di pubblico si sentiva perché non c’era quel calore immediato. La cosa positiva è che, effettivamente, questo forse ha aiutato a gestire meglio la tensione soprattutto per chi, come me, si trovava per la prima volta su quel palco.

Hai in programma un tour?

Il tour è in autunno, parte l’11 novembre dal Magnolia a Milano e termina il 25 a Largo Venue a Roma. Veniamo da un anno in cui abbiamo capito tante cose. Di live ne ho fatti pochissimi, tra cui uno lo scorso anno in apertura a Daniele Silvestri che collabora con OTR, l’agenzia che organizza i live, di cui anche io sono entrato a far parte. È possibile, con tutti i presidi del caso, poterne fare. Augurandomi che possa scemare la cosa, in modo massiccio, sono molto convinto di poter andare a fare i concerti.

Quali sono stati i primi ascolti di Folcast? Da quali artisti sei stato influenzato?

Quello che mi piace molto come stile, come ascolti, va fuori dall’Italia: Tom Misch, Anderson Paak, Jordan Rakei, John Mayer, quel mondo lì mi piace molto. In Italia, sicuramente, Daniele Silvestri, Ghemon, Willie Peyote. Sono cresciuto con Pino Daniele, Lucio Dalla. Ho ascoltato tantissima musica e continuo ad ascoltarla.

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