Mentre nessuno guarda arriva Mecna e squarcia la notte

da | Recensioni album

“Creare hype non è mai stato il mio forte” ha affermato Mecna. Ed è proprio Mentre nessuno guarda che realizziamo che non sia affatto così.

L’ora tarda ci tiene incollati, nonostante tutto, a Spotify. In macchina, tra le lenzuola, sotto le stelle, abbracciati a qualcuno, mentre fumiamo, poco importa. Tutti stiamo aspettando Mentre nessuno guarda. Quattordici brani, cinque feat, un unico sussulto. Un “WOW!” alla strofa che ci lascia di sasso: succede sempre così.

Il perché è semplice: Mecna riesce a disegnare scenari che ci accomunano tutti. Versi che diventano realtà, momenti in cui noi tutti facciamo i conti con il passato, con i nostri Demoni.

I nostri demoni non ci somigliano mai, ma sono identici tra loro…

Ci riscopriamo fragili quando la musica la sentiamo vicina, come una seconda pelle. Conosce ogni nostro poro, si insinua in esso ed iniziamo a vibrare. Difficile capire la differenza tra un sorriso ed un pianto, vibriamo e va bene così. Mecna e Guè Pequeno decidono di metterci di fronte ad ogni nostro Punto debole.

Mentre nessuno guarda sono rimasto tra la calma e la totale indifferenza di chi non mi parla.

Miri al cuore e mi spari in pancia, del dolore non c’è più traccia…

Tutto ok è quel feat che ti aspetti di trovare in un album. Frah Quintale è come il nero, sta bene su tutto, poi quando ci parla di vino è automatico il sorriso spiaccicato in faccia.

Tutto ok quindi stappa del vino se anche senza di lei io sto bene

vado a letto che è quasi mattino, è l’unico modo per sentirmi vivo…

Ma è pur vero che il vino non deve essere il nostro Alibi. Accorgersi di chi non ci serve è roba da grandi, da giovani pare tutto essenziale. Maturità e una buona dose di franchezza, non è semplice trovare chi scioglie i nostri nodi. Ecco, Mecna e Madame in questo pezzo hanno la capacità di sciogliere ogni nodo, creare un gomitolo, abbandonarne il capo e portarci a seguirli, un po’ come noi che ripercorriamo il nostro passato.

Ora che sei qui vicino a me non ho più alibi, non me ne andrei…

Vi parlerei di Vivere, Così forte e Paura di me, Ho guardato un’altra, ma in questo caso vi direi che l’abbiamo già fatto, quindi recuperateli cliccando sui titoli.

Ricordate quando vi ho detto che in ogni album esclamiamo almeno una volta Wow?

E’ proprio in Wow che Mecna ed Ernia ci portano a farlo con una naturalezza disarmante.

Quindi esco dal mio corpo, perlomeno fino a giorno, se raggiungi i tuoi obiettivi ti chiedi adesso che sogno.

Forse non è abbastanza, mi leverei di torno solo perché tu possa sentire la mia mancanza.

Tutti sanno cosa fare tranne me, questo mi basta prendere la forma di insetto affianco al letto come Kafka…

E poi arriva per tutti il momento di chiedere Scusa.

Mecna lo fa chiudendoci Mentre nessuno guarda: un brano intimo dove si apre senza filtri. Chiedere scusa è come restare nudi, ci si spoglia di quei veli che spesso ci tengono distanti dagli altri. Siamo più vicini e bastava una parola: Scusa!

Mesi di hype, meno di un’ora per capire che era tutto giusto, tutto perfetto. Tra chiusure mirate, lockdown ipotizzati e paura crescente ecco una raggio di luce che squarcia la notte. Torneremo a cantare, torneremo a ballare sotto quelle luci, intanto uccidiamo il tempo e la noia che ci separa da quello che vogliamo Mentre nessuno guarda.

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