E’ “Così forte” la “Paura di me” di Mecna?

da | Recensioni singoli

Se non avessi guardato le stories avrei pensato fosse uno scherzo. Pensavo uscissero a mezzanotte Così forte e Paura di me, invece all’una ecco aggiornarsi il mio Spotify.

La giusta dose di hype che non guasta mai, Mecna è tra i migliori in questo. Vi immagino tutti fomentati, chi a letto, chi con i piedi tra la sabbia, chi aggrovigliato e sudato al proprio partner mentre attendevate l’una per ascoltare Così forte e Paura di me. Mi era successa la stessa cosa con Ho guardato un’altra, ogni volta è sempre così con Mecna.

Io, ad esempio, regalavo imprecazioni random all’aria pulitissima della mia Sila, mentre giocavo alla play e ricaricavo Spotify come un forsennato. Poi il genio, entro su Instagram, Mecna mi ricorda “All’una, non a mezzanotte”. Posso imprecare con calma, mi dico.

Ora X: parte il primo ascolto. Così forte e Paura di me entrano in cuffia, ma credetemi hanno sortito lo stesso effetto di una flebo, sono entrate in circolo sin da subito.

Stare in equilibro sopra un filo che si spezza prima o poi,
ma se hai paura del vuoto non ti ci metti proprio…

Che dite?

Bisogna essere consapevoli prima di tuffarsi, consapevoli del rischio. Non ci sarà nessuna imbracatura. Hai paura? Resta fermo allora. Perchè rischiare di farsi male e fare male?

Brucia così forte
neanche ci abbracciamo più.
Torno sempre dove stai,
non potrai crederci, non potrai crederci…

Finisce spesso così. Gli abbracci vengono sostituiti dai silenzi, le distanze diventano siderali, magari diremo che la colpa è del caldo, ne siamo sicuri davvero? I corpi non si toccano, gli occhi si cercheranno sempre e comunque. Tornare dove tutto è iniziato, stabilire un contatto visivo sempre. Un mantra che si ripete, sempre.

Quando ti dicono: “Va tutto bene perché c’è, sta andando tutto a rotoli”
Certi mali non li curi con degli antibiotici
e compriamo un nuovo letto così stiamo in dodici, yeah…

Così forte è questa, calura e rimpianti, con una buona dose di sofferenza verso chi, con difficoltà, tentiamo di staccare dalle nostre labbra.

Ecco, Così forte e Paura di me suonano come qualcosa di inscindibile. C’è un filo rosso che lega indissolubilmente questi brani.

Tutte le paure mi riportano da te,
ma non ci voglio più pensare
perché altre mille scuse ora non valgono,
neanche una promessa
perché chi l’ha detto mai che questa vita aspetta, ah…

Si apre così Paura di me.

Torniamo a quelle paure, quell’incapacità di fare e che, di conseguenza, ci bloccano, come se la terra avesse deciso di tenerci fermi e buoni, mentre la curiosità di sapere quello che la vita ha riservato ci destabilizza e non poco.

Chissà se è vero
in un secondo tutto può succedere.
Non c’è nessuno stasera,
vorrei tornare indietro…

Eccolo il filo rosso tra Così forte e Paura di me. Quel maledetto posto adesso è vuoto, il rammarico ci assale. Nessun contatto visivo stavolta. Servirebbe una macchina del tempo, un teletrasporto, un allucinogeno, dell’erba buona, una sbronza colossale: qualsiasi cosa ci permetta di tornare indietro.

Non so dove sei e dove sono.
Le tue parole nella testa
scrivono la nostra canzone maledetta.
C’è qualcosa in più, hai la forza di tirarmi giù,
ma non avere paura di me…

Accade spesso che tutto torni. Le voci di notte, le note del telefono usate come foglio. Scriviamo flussi di coscienza che in realtà non sono altre resti del passato finiti in qualche angolo del cervello. Le ripeschiamo, sono come pesci di lago. Ci tirano in basso, vogliono lenza. Dipende tutto da noi, strattonare e tirare oppure assecondare.

Passo le notti a rigirarmi tra lenzuola come fosse sale,
basta una bugia per poi sentirsi male.
Chi cerca il lato positivo in tutto
pensa che la fine è un punto…

FINE.

Così forte e Paura di me sono un piccolo viaggio che Mecna finanzia senza nessun problema. Un’escursione tra i meandri del passato, tra le fronde di ricordi che stavamo nascondendo bene. Abbiamo la falce in mano, via i ricordi, siamo positivi noi, vero? Mettiamo un punto, conviene a tutti. Ora fate una scelta: passare in loop l’estate con Mecna oppure affidarvi ai classici tormentoni estivi.

Io ho fatto la mia scelta, e voi?

 

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