Mecna e IZI ci fanno tornare a Vivere

da | Recensioni singoli

Un inno di vita nella dimensione libertina del termine. Vivere è un Mecna evoluto o, per meglio dire, rappresenta un’altra sfaccettatura dell’artista foggiano. Un pensiero sinergico al proprio modo di vedere le cose rispetto che al resto. La distonia e l’alienazione diventano due condizioni necessarie in Vivere, il quale, si propone come un pezzo decantatore di un portale vitale atipico.

Mecna è un designer della canzone, questo è oramai risaputo. I dettagli vengono curati minuziosamente e, in questo caso, sulla traccia divide il brano con IZI. I due regalano sicuramente una visione al di sopra della terrestrità al brano ma, è Lvnar a sbarcare il lunario. Una base non ripetitiva, infinita nel suono e ibridata al testo come un ultimo tramonto a settembre.

Non ti ho più scritto ma è colpa mia
I giorni passano, tutti uguali
La vita è un film senza una regia
E noi comparse siamo dei cani

 

La forma in cui Mecna trasporta in Vivere è una forma diretta, limpida, netta. E’ un rap sincerità.

Sarà che proprio ieri come 8 anni fa veniva pubblicato Disco Inverno, un album che possiede una condizione del vero come pochi altri lavori. Mecna ritorna alla quotidianità e lo fa in un modo estraniante. Abbassa il tono, il registro e confessa una monotonia intrinseca allo scorrere del tempo. Un desiderio disarmonico dal resto è la chiave del brano, il desiderio di vita, o meglio, di darsi all’esercizio della vita in maniera propria senza dover condurre scelte d’esclusione inutili.

E non lo so, non ci ho pensato mai
Volevo solamente vivere
Mi chiedono: “Ma da che parte stai?”
Quando volevo solo vi-ve-re

IZI è essenzialmente la mano che sviscera Vivere. Una scelta azzeccata nella prima collaborazione tra Mecna e il rapper genovese d’acquisizione. Un lucente nero che alimenta la visione del brano. IZI evidenzia con la sua forza musicale la necessità di alienazione dal resto. Un tritacarni del tempo, la monotonia, che in maniera funesta irrompe nella condizione più intima dell’uomo smembrandolo d’anima. La soluzione si verifica nel ricordo. Nel passato che diventa punto focale di un desiderio, di un modo d’essere al di fuori del resto.

Viaggio nei ricordi in mezzo al tempo con la mia astronave

I tuoi ricordi sono il centro gravitazionale

Non sono buono a starci dentro, chiedilo a mia madre

Voglio soltanto stare fuori come un criminale

Vivere è un brano interessante su molti aspetti. Una collaborazione funzionale alla causa quella tra Mecna, Lvnar e IZI, i quali, in modo disincantato hanno riportato un vento montaliano vivificatore attraverso le piccole cose, attraverso la quotidianità.

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