Quattro chiacchiere con Pasquale Tudda (@ryuk4real)

da | Creativi

Ryuk, nome d’arte di Pasquale Tudda, è un ragazzo con un hobby che si porta dietro dall’adolescenza: l’illustrazione. Qualcuno di voi avrà sicuramente già visto le sue opere su Instagram, noi di Cromosomi l’abbiamo incontrato per scoprire qualcosa in più sulla sua vena creativa.

Ciao Ryuk, partiamo subito con la prima domanda. Hai studiato tutt’altro nella vita: quando ti sei reso conto che volevi fare l’illustratore? 

Come detto altre volte ho iniziato casualmente ad appassionarmi al mondo dell’illustrazione. All’età di 13 anni ho iniziato a “giocare” con Photoshop, e guardando video su YouTube a tema disegno decisi di acquistare una tavoletta grafica senza avere la minima idea su come utilizzarla. Inoltre non è che sapessi come disegnare su carta, figuriamoci in digitale. Tutt’ora non è il “fare l’illustratore” la mia ambizione nella vita, lo ritengo un hobby, che però mi sta dando parecchie soddisfazioni.

Molte delle tue illustrazioni hanno un’atmosfera quasi crepuscolare, ottenuta grazie alle sfumature dei colori che scegli. È una scelta estetica o ha alle spalle un concetto che vuoi esprimere?

Le mie illustrazioni sono il riflesso del mio mood, del mio stato d’animo, di conseguenza non lascio al caso l’uso dei colori, delle sfumature, del soggetto o anche semplicementi le frasi che “allego” ai disegni. Tutto è perfettamente bilanciato così da rispecchiare esattamente il mio umore.

Come si è evoluto nel tempo lo stile di Ryuk?

Inizialmente non avevo uno stile. Ciò che disegnavo era totalmente casuale e senza un filo conduttore che magari legasse un’illustrazione piuttosto che un’altra. Con il tempo ho deciso di adottare uno stile che assomigliasse più al fumetto “cartoon”  che ad altro. Nonostante io non legga mai fumetti trovo interessante scoprire nuove tecniche spulciando su internet e guardando le scan di fumetti americani.

Da quali artisti prendi più ispirazione al momento?

Ci sono un paio di artisti che ammiro molto, tra i quali un nostro connazionale, il suo nome è Alvaro Cecchetti, in arte Alvaanq. Da lui ho tratto e traggo ispirazione, non per il disegno in sé, ma per l’utilizzo delle luci e degli “effetti”. Spostandoci fuori dall’Italia, due nomi che mi vengono in mente sono sicuramente Jor Ros e Diberkato, che ritengo due mostri sacri dell’illustrazione e che sicuramente hanno dato e daranno ancora per molto ispirazione ai miei lavori.

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