Quattro chiacchiere con Kharma (@kharma_art)

da | Creativi

Kharma è un giovane calabrese che ama illustrare. Noi di Cromosomi lo abbiamo incontrato per conoscere qualcosa di lui.

Come nasce la tua passione per l’illustrazione e quando decidi di inserirti in questo mondo aprendo la tua pagina Instagram @kharma_art (https://www.instagram.com/kharma_art/)?

Mi è sempre piaciuto disegnare e fare arte in generale. Mi ha sempre affascinato e mi è stata d’aiuto, come forma di espressione personale. La pagina non è mai nata con una vera e propria intenzione, o meglio, inizialmente era il mio profilo personale, poi un giorno ho postato un disegno, e così via, fino a smettere quasi del tutto. Mentre il Kharma che conoscete ora, con le illustrazioni, nasce nel novembre scorso. Come? Mi piaceva una ragazza, non sapevo come provarci (perché ahimè, sono molto timido), decisi di cominciare con un disegno più frase, dato che lei ne condivideva molti sulle sue storie, come scusa per parlarle!

E la tua collaborazione con Tampax?

La collaborazione con Tampax è stata un’idea lampo. Avevo già in mente da un po’ di sensibilizzare le persone sulle smagliature, così mentre disegnavo la ragazza, ho pensato “chi meglio di Tampax?” (Dato che col suo spot televisivo ci era riuscito e tra l’altro, quello spot, mi era rimasto impresso in testa come il ritornello di una hit estiva). Così scrissi immediatamente a Tampax, e loro mi dissero che gli piaceva la mia idea.

Ci sono periodi in cui sei più ispirato rispetto ad altri, sicuramente, ma da dove arriva questa ispirazione?

La mia ispirazione può davvero derivare da tutto. Principalmente però dalle ragazze, mi basta un volto che mi piace di una ragazza e io devo subito disegnarlo; o mi basta una cotta per prendermi a bene e disegnare tantissimo. Penso anche però di essere alimentato da due grandi sentimenti: l’amore e l’odio. Dico così perché disegno davvero bene quando provo amore verso qualcuno o quando sono corroso dall’odio. Ci sono anche i momenti più malinconici, dove ho un altro tipo di idee più cupe, ma qui mi viene più difficile disegnare.

Quali sono i soggetti che preferisci riprodurre?

Principalmente le ragazze, la mia ispirazione 24/7. Poi il cuore, che ormai l’ho disegnato così tante di quelle volte che non so se avrò più idee a riguardo. Gli occhi, che credo rispecchino una persona, e che sono la prima cosa che noto in un volto. E infine le mani. Le mani perché, con i gesti si forma un linguaggio, senza parole, che è anche lo scopo di un disegno.

Di solito le tue illustrazioni riprendono frasi di canzoni soprattutto di artisti della scena indie italiana. Hai mai pensato di illustrare frasi scritte da te?

Sì, vero. Però ho anche fatto già qualche disegno con qualche frase mia, e credo di farne altri.

Come pensi che possa evolversi in Italia il mondo dell’illustrazione?

Credo che le illustrazioni possano essere una svolta per chi disegna, in particolare le vignette. Perché magari in un disegno che faccio io, come singola persona, ci si rispecchiano in tanti, perché in quel momento hanno il mio stesso umore o hanno vissuto una situazione analoga alla mia. E credo sia questo il punto forte delle illustrazioni.

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