Non solo il re del pop, Michael Jackson veniva soprannominato dagli amici “King of disguises”, ovvero il re dei travestimenti. Amava travestirsi, a volte per divertimento, altre per l’umana necessità di un po’ di privacy. Uno dei suoi travestimenti più riusciti però, è avvenuto sul set di un cortometraggio che lo vede protagonista: Ghosts. Il cortometraggio include due brani di Michael, “2 Bad” e “Ghosts“. Un vero e proprio cortometraggio horror, scritto addirittura da Stephen King e Mick Garris, e diretto da Stan Winston. La storia è ispirata alle infamanti accuse rivolte a Michael Jackson nel 1993, ma non vi offriamo spoiler. Questo gioiellino di 38 minuti va guardato tutto, e vi sfidiamo a capire quale altro personaggio interpreta Michael!
Collegato al corto, c’è un altro brano pazzesco: “Is It Scary“, letteralmente “è spaventoso?”. I tre brani evocano, così come il corto, un’atmosfera inquietante già dalle prime note. L’album in cui sono contenuti questi brani, Blood On The Dance Floor, è tutto un programma. La title track parla di un’omicidio, una donna che lo inganna, e finisce con accoltellarlo. Dopotutto, se il titolo è “sangue sulla pista da ballo”, non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso.
Credevate fosse tutto qui? E invece, Michael Jackson è la voce di “Somebody’s Watching Me”, che sentiamo puntualmente ogni Halloween
La storia va così: Rockwell è il figlio di Berry Gordy (founder della Motown). Rockwell e Michael si conoscevano già da quando erano giovani, anche grazie ai rapporti tra la famiglia Gordy e quella Jackson. La Motown è stata, dopotutto, la prima “casa” di Michael.
Quando Rockwell gli fece ascoltare la demo, Michael rimase colpito dal brano e secondo il racconto di Rockwell, fu proprio Michael a proporsi per cantare i cori, chiedendogli chi avrebbe partecipato alla registrazione. Secondo Rockwell, Michael si identificava con il messaggio della canzone essendo una delle persone più famose del pianeta, sapeva cosa significasse sentirsi osservati ovunque, avere poca privacy e non sapere sempre se qualcuno fosse interessato a lui come persona oppure alla sua fama.
La sensazione di essere un pesce in un acquario, osservato da tutti, era una metafora che Rockwell associava proprio all’esperienza di Michael. Il disco uscì per la Motown, mentre Michael aveva un contratto discografico con la Epic Records. La sua partecipazione non venne quindi presentata come una collaborazione ufficiale nel titolo del singolo, anche se la sua voce era facilmente riconoscibile.
Il risultato fu un successo enorme: negli Stati Uniti il singolo arrivò al secondo posto della Billboard Hot 100, mentre nel Regno Unito raggiunse il sesto. La canzone uscì – tra l’altro – in un periodo perfetto: nel 1983 Michael era nel pieno dell’enorme successo di Thriller. Somebody’s Watching Me condivide con quel mondo musicale il gusto per il mistero, le paure quotidiane trasformate in incubo e le immagini cinematografiche evocate. E tutti e due i brani, ancora oggi, continuiamo ad ascoltarli e continuano ad essere una presenza costante dei nostri Halloween.
Tutti conosciamo Thriller e Smooth Criminal, ma in quanti conoscono Little Susie? Michael Jackson descrive la morte violenta di una bambina come pochi saprebbero fare.
Una voce inquietante, una bambina che canticchia, un carillon. Poi una musica che spezza il fiato, e la voce di Michael che apre con un’accusa velata “Qualcuno ha ucciso la piccola Susie”. Parla di una caduta dalle scale, descrive in maniera raccapricciante il sangue tra i capelli della bambina e dipinge il suo quadro familiare stravolto. Poi arriva al vero colpevole: “la negligenza può uccidere, come un coltello nell’anima”. E tu, mentre ascolti il suo fantasma che canticchia, vedi questa bambina stesa per terra in una pozza di sangue e l’immagine nel booklet di HIStory (album dov’è contenuto il brano) è davvero macabra: il disegno di una bambina con il volto totalmente coperto di bende. Ovviamente non c’è un videoclip per questo brano, ma sarebbe stato superfluo, Michael Jackson descrive così bene il tutto che è impossibile non vederlo comunque.
Non ci fermiamo qui, però. Con i The Jacksons ha sfornato qualche altra hit davvero macabra: avete mai sentito parlare di “This Place Hotel“? Non fatevi ingannare dal sound macabro, il testo lo è ancora di più…Immaginate entrare in un hotel, pieno di facce strane, gente che soffre come se fossero anime del purgatorio e una voce che ti sussurra “benvenuto alla tua rovina”. Per scoprire come va a finire, dovete però ascoltarla tutta. Il finale è davvero delizioso, potete letteralmente sentire attraverso la musica come una sorta di “affanno” dopo una lunga fuga.
Per concludere, vi lasciamo una vera e propria chicca, in occasione dei 25 anni di Invincible: Threathened.
A 25 anni dall’uscita del disco Invincible (anniversario che sarà celebrato con l’uscita di un vinile a Novembre), Threathened resta ancora uno dei brani più tetri della storia della musica pop.
L’atmosfera è da incubo, un brano pieno di suoni inquietanti, voci misteriose ed effetti che sembrano provenire da un film horror, dove Michael interpreta una figura terrificante, quasi soprannaturale, che incute paura negli altri. Il finale con Rod Serling, la voce narrante richiama quella di Thriller, creando un collegamento con l’immaginario horror di Michael. E proprio a proposito di Thriller, è spesso vista come una sua evoluzione moderna, più cupa e psicologica. Ma a noi non piacciono i paragoni, infatti dissentiamo. Michael con Threathened lanciava un messaggio chiarissimo “sentitevi minacciati da me, perché io sono ovunque”. E 25 anni dopo, tocca davvero dargli ragione. Lunga vita al re!









