El Galactico Festival, i Baustelle, perché il tempo ci sfugge

da | Giu 4, 2025 | #Cromosomiintour

Non è stato soltanto Niccolò Contessa a rendere El Galactico un festival unico nel suo genere. Foto in copertina di Simone Biavati ©

Festeggiare 25 anni di carriera confrontandosi, una volta in più, con il nuovo e l’ignoto: i Baustelle l’hanno voluto e ci sono riusciti.

El Galactico Festival porta con sé lo spirito di un happening, un sapore di festival che guarda al futuro con i suoi protagonisti e al passato con la sua forma.

I Baustelle ci mettono la mente e l’anima, Vivo Concerti la produzione e l’organizzazione, il pubblico un affetto incondizionato che manda entrambi i giorni sold-out.

Gli artisti selezionati, baciati da un vero e proprio endorsement, si distinguono per la capacità di porsi in modo alternativo rispetto agli stilemi ormai codificati, mantenendo vivo il medesimo spirito che anima Francesco, Rachele e Claudio da 25 anni.

Con El Galactico Festival, i Baustelle hanno dimostrato che può esistere ancora in Italia uno spazio fisico e reale dove la musica può essere vissuta per ciò che è: esperienza sensoriale, culturale, collettiva. Un gesto poetico e politico al tempo stesso, per riaffermare l’urgenza della musica suonata e la possibilità di costruire un rito fuori dal tempo.

L’intenzione è quella di seguire altri sentieri rispetto a quelli ormai troppo battuti dalla carovana dell’industria musicale, focalizzandosi sul concetto di sperimentale a cui gira un po’ tutto intorno.

«Una via alternativa di fare musica esiste, può esserci ancora e si può fare. Certo, richiede un po’ più di fatica. Forse parecchia fatica. Ma d’altronde, cosa siamo qui a fare sennò?

Il mero lato economico ha portato ad un appiattimento generale: sarebbe sciocco ignorarlo, ma si può essere creativi anche nel far soldi. Spesso si ricerca il “colpo grosso”, ma cosa arricchisce di più? Raggiungere il colpo grosso immediato o riuscire a diventare eterni? Eternità o rapina?»

Francesco Bianconi

Francesco Bianconi ci racconta il festival con la solita capacità di essere crudo, spietato e poetico nella stessa frase. Ci spalanca gli occhi sul mondo musicale attuale e indica contemporaneamente l’esistenza di una via d’uscita.

La voce della band risponde all’unisono che in questi 25 anni non sono mai mancati gli stimoli. Il confronto, lo scambio e la curiosità hanno sempre portato un nuovo ignoto da esplorare. Francesco, Rachele e Claudio sono vivi più che mai, oggi come 25 anni fa. Si percepisce anche nei loro sorrisi, dal loro entusiasmo nel raccontare i nuovi progetti e dalla voglia di non crogiolarsi nel revival.

I Baustelle celebrano l’idea dei curatori, delle menti pensanti dietro ai festival, menzionano il Tora! Tora! e la capacità di portare avanti una filosofia, un’identità chiara: questo è il suolo in cui affonda le radici El Galactico Festival.

Ad arricchire il programma, andando oltre la musica, ci hanno pensato Matteo Bordone & Daniela Collu (domenica) e Stefano Nazzi (lunedì), inaugurando il palco con un podcast live. Dopo l’esibizione dei Baustelle, la chiusura è stata affidata ai dj set: Pierpaolo De Sanctis il primo giorno, Bassolino il secondo.

La domenica di El Galactico Festival

L’antipasto musicale di domenica è affidato ai Neoprimitivi. Un piatto psichedelico, misterioso, a tratti incomprensibile e quasi disturbante, ma così magnetico che ti invita sempre ad un boccone in più. Giusto per capirlo meglio.

Poco più tardi arriva Emma Nolde e porta parecchia confusione: siamo qui per lei o per i Baustelle? Emma è capace di farti dimenticare di tutto il resto mentre è sul palco, saltellando come una bambina che si diverte mentre colpisce nello stomaco con un cazzotto dopo l’altro. I suoi brani sono di una profondità rara e non è difficile scorgere nel pubblico parecchi occhi lucidi.

Quando il buio cala sull’Anfiteatro delle Cascine, arriva il momento dei maestri che da un quarto di secolo ci guidano nell’oscurità della nostra esistenza. Francesco dà il primo colpo di gong, per una sorta di rito catartico che si ripeterà nell’arco delle due serate.

Lo spazio alla potenza dei nuovi brani è ampio, ma presente e passato si intrecciano alla perfezione, ricordandoci i fili che tengono uniti questi 25 anni di Baustelle in un’unica, maestosa identità.

Il primo intermezzo vede salire sul palco Carlo Corbellini, mente dei Post Nebbia, per un duetto sulle note di “Piramide”. Un viaggio tra abbagli di onnipotenza e ambizioni spregiudicate che hanno portato l’umanità a desiderare sempre di più, a puntare sempre più in alto.

Il secondo intermezzo è un evento storico che rischia di restare un unicum. Ai Baustelle si affiancano I Cani, ovvero Niccolò Contessa, personaggio tanto di culto quanto criptico nella scena alternativa italiana. Contessa viene accolto come il Messia, un po’ per la sua aura misteriosa e un po’ perché vedere dal vivo un pezzo come “Nabucodonosor” è qualcosa che non capiterà molto spesso.

La scaletta di Domenica 1° Giugno

PESARO

L’ARTE DI LASCIAR ANDARE

GIULIA COME STAI

CANZONE VERDE AMORE TOSSICO

FILOSOFIA DI MOANA

PIRAMIDE con POST NEBBIA

SPOGLIAMI

LANZAROTE

VACANZE 83

SERGIO

UNA STORIA

NABUCODONOSOR con I CANI

LE RANE / CONTRO IL MONDO 

PERDERE GIOVANNA

LA SETTIMANA BIANCA (a sorpresa)

RAGAZZINA

LA CANZONE DEL RIFORMATORIO

GOMMA

L’INDACO

CHARLIE FA SURF

LA GUERRA È FINITA

ANDARSENE COSÌ

Il lunedì di El Galactico Festival

La serata di lunedì vede i Delicatoni e Marta Del Grandi come primi protagonisti.

Sembrano quasi appartenere alla stessa famiglia: Marta è la sorella maggiore con cui confidarti, a cui puoi raccontare qualsiasi cosa. Lei ti accoglierà sempre con la stessa saggezza e la capacità di prendersi cura di ogni tua insicurezza.

I Delicatoni sono invece i cugini spensierati, quelli che vedi spesso d’estate e poco durante il resto dell’anno. Ti chiedi sempre come passano i mesi invernali, ma non ne parlate mai. Non avete quel tipo di rapporto. Però ogni tanto vi incontrate, li vedi bene, stanno alla grande, stai bene anche tu. Vi divertite insieme e non serve niente di più.

Gli ospiti a sorpresa della seconda serata si potrebbero anche chiamare gli amici di Francesco. La prima è Coca Puma, che ha conosciuto Bianconi sul set di “Quasi a casa” e duetta con lui sulle note di “Tardi“. Il brano è pieno di sentimento e speranza: l’alba di un nuovo giorno dopo la tempesta, in pieno spirito El Galactico.

Poco dopo, è il turno dell’artista che l’endorsement da Bianconi l’aveva già ricevuto l’anno scorso: Amalfitano. Il duetto su “Fosforo” esisteva già e la collaborazione tra i due aveva dato vita a uno degli album più belli del 2024: vederli insieme sul palco è un’emozione unica. Le loro due voci, insieme, hanno la capacità di toccare corde inaccessibili per (quasi) chiunque altro.

Infine si guarda al passato, riportando a casa un brano che ha visto la consacrazione di Bianconi anche come autore: “Bruci la città“, insieme alla fiorentina Irene Grandi. Due sapori opposti in un unico pezzo: la ruvidità di Irene Grandi, il velluto sinuoso di Francesco Bianconi. 

In entrambe le serate è stato scelto un medley che mescola “Le Rane” e “Contro il mondo”: forse l’unica sperimentazione che è piaciuta più alla band che al pubblico, lasciando la sensazione di un urlo strozzato in gola.

La scaletta di Lunedì 2 Giugno

PESARO

L’ARTE DI LASCIAR ANDARE

GIULIA COME STAI

CANZONE VERDE AMORE TOSSICO

FILOSOFIA DI MOANA

TARDI con COCA PUMA

SPOGLIAMI

LANZAROTE

IL LIBERISMO HA I GIORNI CONTATI

GLI SPIETATI

UNA STORIA

FOSFORO con AMALFITANO

LE RANE / CONTRO IL MONDO (acustico)

PERDERE GIOVANNA

NESSUNO

RIFORMATORIO

GOMMA

ALFREDO

BRUCI LA CITTÀ con IRENE GRANDI

CHARLIE FA SURF

LA GUERRA È FINITA

ANDARSENE COSÌ

Cosa resterà di El Galactico Festival

El Galactico Festival nasce dalle idee, con tutta la potenza che ne comporta.

Le idee possono essere eterne e la filosofia di El Galactico merita di diventarlo: un festival pensato con un’identità precisa che riesce a stare insieme in maniera spontanea, ben riuscita. I festival comportano poi sempre diverse criticità organizzative: alcune non si vedono, altre sono molto evidenti al pubblico (i token, le code, i microfoni). Alcune risolvibili con relativa semplicità, altre meno. Tutti dettagli che comunque non oscurano lo spirito del festival: sperimentazione e perfezione, d’altronde, fanno rima soltanto nel dizionario.
Per fortuna i Baustelle ci terranno compagnia ancora per un po’, con un tour estivo e due date autunnali nei palazzetti a chiudere il loro personale anno del giubileo. Le date e i biglietti li trovate sul sito di Vivoconcerti.

La Playlist di Cromosomi