Sei canzoni indie folk con cui sopravvivere al Natale

da | Dic 24, 2024 | News

Se anno dopo anno la vigilia di Natale a cui siete soliti si accosta incredibilmente a quella dello chef Carmy Berzatto, vi presentiamo un sicuro rifugio musicale indie folk lontano dai vostri parenti serpenti.

Nella brillante serie televisiva The Bear, l’episodio “Pesci” (2×06) propone lo scenario di quello che per molti risulta essere un ritratto impeccabile delle proprie festività natalizie.

La sera di Natale, circondati dall’amore (e dai pregiudizi) dei nostri familiari, siamo esattamente nell’unico posto in cui volevamo essere… Soltanto per i primi 15 minuti. Dagli sterei di svariati appartamenti riecheggiano a tutto volume i consueti repertori di Michael Bublé, Dean Martin e Mariah Carey. Ma, senza nulla togliere ai tre artisti, dobbiamo ammettere che, in occasioni del genere, nessuno si preoccupa di ascoltarli realmente.

Mentre qualcuno si sforza di ignorare il centesimo scriteriato monologo di uno dei 15 invitati a cena che, anche quest’anno, gli sta chiedendo perché si accontenta di un lavoro miseramente retribuito piuttosto che andare a cercare la fortuna in Svizzera, qualcun altro sta sfuggendo a un brutale questionario sul proprio percorso universitario. L’unica domanda che tutti vorremmo è una sola: «Possiamo smetterla con questa ricorrente pantomima e starcene ognuno a casa propria risparmiando benzina ed energia?», ma sappiamo che mai nessuno avrebbe il coraggio di sconvolgere il precario equilibrio di un nucleo familiare solido come un cono gelato nel torrido caldo di agosto.

Di recente, vi abbiamo consigliato Dieci canzoni indie per arrivare a Natale e adesso siamo giunti proprio ad uno dei giorni più inattesi dell’anno… A meno che non abbiate un’età inferiore ai 14 anni circa.

Per superare parenti spiacevolmente indiscreti e situazioni conviviali che non avreste voluto sul menù, abbiamo pensato a sei canzoni internazionali indie folk che vi faranno sopravvivere allo spettacolo teatrale a cui siete stati nuovamente costretti ad assistere e partecipare.

Una volta chiuso il sipario, quando tutti saranno andati via, siete liberi di prendere le vostre cuffie per ascoltare questi brani.

Finalmente, tirate un sospiro di sollievo… Almeno fino a Capodanno.

Felici Hunger Games natalizi e che la fortuna possa sempre essere a vostro favore!

No Christmas tree, no great parade… It’s just an ordinary day

Sufjan Stevens – Christmas In The Room

No traffic jams, no ice and storm
Far in the house the fire is warm
No Christmas tree, no great parade
It’s just an ordinary day

Christmas in the room è presente in Silver & Gold, la raccolta di Sufjan Stevens che, tra alcuni componimenti originali e interessanti rivisitazioni di classici natalizi, contiene un totale di 58 brani. Pubblicato nel 2012, Silver & Gold è successivo a Songs For Christmas, altro cofanetto natalizio dell’artista rilasciato nel 2006. Christmas in the room descrive delicatamente il Natale come un giorno ordinario da trascorrere “solo” in compagnia della persona amata.

Joni Mitchell – River

It’s coming on Christmas
They’re cutting down trees
They’re putting up reindeer
And singing songs of joy and peace
Oh, I wish I had a river
I could skate away on

In questo brano del 1971, la cantautrice canadese Joni Mitchell racconta un fenomeno molto frequente del periodo che precede il 25 dicembre: la rottura di coppia. Non siamo certi che la fine dell’anno coincida con l’epilogo di più amori a causa delle forti pressioni che universalmente incombono prima delle vacanze invernali, ma River è certamente una canzone in cui trovare conforto.

Jake Johnson – In The Morning

These are the gifts we keep
And this is the morning we breathe
And then we see
These moments are the only gifts we need

Come suggerisce il titolo stesso del brano, In the morning di Jake Johnson narra la gioia e l’emozione serale pre-natalizia di alcuni bambini e di quelli che sembrerebbero essere i loro genitori. I momenti che la coppia e i propri figli hanno la fortuna di condividere sono i veri regali che scoveranno sotto l’albero il giorno seguente.

Mumford & Sons – Winter Winds

And my head told my heart
“Let love grow”
But my heart told my head
“This time no”
“This time no”

I Mumford & Sons riflettono sulla mancata permanenza dell’amore. Quando cresciamo, (teoricamente) maturiamo abbastanza da arrivare a comprendere che, anche il giorno di Natale, sarebbe meglio non facessero ritorno i fantasmi del passato anche conosciuti come ex. Sfruttando la scusa banale di augurarci buone feste, queste creature trovano un pretesto per riattaccare un bottone e rattoppare un capo usurato per cui anche la migliore sartoria sceglierebbe di deporre le armi. Se anche il vostro cuore ha capito cos’è meglio per voi, siatene fieri e festeggiate ascoltando Winter Winds.

Please, let me sleep… It’s Christmas time

The Lumineers – Pretty Paper

Pretty paper, pretty ribbons of blue
Wrap your presents to your darling from you
Pretty pencils to write “I love you”
Pretty paper, pretty ribbons of blue

I The Lumineers ri-arrangiano Pretty Paper di Willie Nelson (1979), storia musicale in cui viene rintracciata una silenziosa tristezza sovrastata dalle risate della folla. Il protagonista del brano è un venditore ambulante di carte e matite, osservato attraverso una lente d’ingrandimento proprio il giorno di Natale.

Pearl Jam – Let Me Sleep (It’s Christmas Time)

Oh, when I was a kid
Oh, how magic it seemed
Oh, please let me sleep, it’s Christmas time

I Pearl Jam ricordano la confortevole magia natalizia percepita quando si è bambini che risulta pressoché impercettibile e irreperibile una volta diventati adulti.

È arrivato il momento di spegnere la luce: mentre i più piccoli sognano ancora ad occhi aperti, lasciateci dormire… È Natale.

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