Le casualità non esistono, esiste il guizzo di cogliere al volo un’opportunità. E così il 26 giugno 2026 esce 26 di Ele A, un EP forte e diretto, che parla senza filtri di esperienze reali, anche quando queste sanno rivelare il nostro lato più crudo e vulnerabile.
E in effetti è proprio così che Ele A sceglie di mostrarsi stavolta.
Dopo un album come “Pixel“, dove aveva ampiamente messo in chiaro di non dover dimostrare nulla a nessuno, con un lavoro che metteva nero su bianco il suo flow e la sua capacità di scrittura, oggi Ele A prende una nuova direzione. Ed è una direzione che la mostra ancora più matura, non soltanto nella composizione musicale, ma anche nella capacità di guardarsi dentro e di condividere quel vissuto con gli altri. Che non è da poco.
26 è una raccolta di 7 tracce che Ele A racconta di aver scritto durante il suo ultimo tour.
Al momento del release, l’estate è pienamente arrivata con il suo calore e i suoi ritmi musicali. Eppure, laddove le dinamiche tipiche dell’industria chiedono tormentoni da macinare all’ora dell’aperitivo, la scelta di Ele A è ben diversa. Dimostrando che l’artista non deve essere piegato ad alcun tempo (o logica di mercato), decide di rilasciare un album ricco di profondità, di riflessione.
Nessun feat stavolta: questa narrazione è tutta personale.
L’introduzione dell’EP con Star è in effetti quello che siamo abituati a sentire dalla rapper svizzera. La voce di chi ama far musica che racconta l’euforia che nasce nel contatto con pubblico, è una narrazione familiare. Ma dopo averci rassicurati con ciò che conosciamo, si apre una porta differente.
È qui che troviamo la Ele A più vera: nella vulnerabilità che racconta in Oki:
“Sullo specchio di casa mia c’è un’altra di nuovo
Sullo specchio dell’acqua come un fiore di loto
Sulla faccia del mondo io ci sputo due volte
Una per come è fatto, l’altra perché c’ho voglia”
È quella che riflette sui pattern ricorsivi in Nn è divertente:
“Divertente, ma non è divertente
Io e te non ci capiamo, abbiamo due vite diverse
Una vita a scappare, le dinamiche le stesse
Non ci voglio ricadere, ricadere, ricadere, ricadere”
È quella capace di rendersi conto anche dell’incomunicabilità che sa regnare in un rapporto, come in Qcs addosso:
“Ho qualcosa addosso, ma vorrei che fossi tu
Ho qualcuno in testa che mi gira, gira in loop
Vorrei dirti mille cose, non respiro mai, yeah”
26 non è un EP scritto per dimostrare qualcosa a qualcuno: è l’espressione di un’intimità che richiede un gran coraggio per essere condivisa. E questo è vero specialmente in un ambiente duro come quello del rap italiano, dove già lo spazio per emergere come donna giovane non è esattamente comodo.
Ele A si prepara ora a cantare i pezzi di questo nuovo EP in giro per l’Italia nel suo nuovo tour, già partito a maggio ma che vedrà ancora 3 date a luglio tra Arezzo, Roma e Cesena.










