Vale Lambo ed i suoi “Angeli Violenti”

da | Set 9, 2025 | Recensioni album

Angeli Violenti è il nuovo mixtape di Vale Lambo: un disco che percorre strade già note ma cerca nuove ombre da inseguire. Vale Lambo, con questo progetto, conferma il suo posto nella scena rap/trap italiana.Un artista dall’identità solida e dei tratti ben riconoscibili: la voce, il flow, l’immaginario.In Angeli Violenti non c’è esitazione. È un […]

Angeli Violenti è il nuovo mixtape di Vale Lambo: un disco che percorre strade già note ma cerca nuove ombre da inseguire.

Vale Lambo, con questo progetto, conferma il suo posto nella scena rap/trap italiana.
Un artista dall’identità solida e dei tratti ben riconoscibili: la voce, il flow, l’immaginario.
In Angeli Violenti non c’è esitazione.

È un mixtape che rafforza e consolida ma, al tempo stesso, ha anche quella sensazione di ritorno ciclico, come se i temi e le narrazioni fossero rimasti a qualche anno fa.
Non è un difetto: è un limite che diventa marchio e forse è, in realtà, proprio una scelta implicita e consapevole. Vale Lambo è questo: identità, moda, riferimenti pop, street culture, fedeltà alla sua Napoli (soprattutto a Secondigliano) ed un’ostinata coerenza.

Un mosaico di trap, rap e R&B

Angeli Violenti non è un album uniforme: è costellato da una moltitudine di generi – si passa da bangers trap (genere di punta) ad atmosfere più morbide, quasi R&B.
L’album presenta una vastissima rosa di featuring – da Pyrex a DrefGold, continuando con collaborazioni “family and friends” che affondano le radici a Napoli, come Lele Blade, Coco, Ntò e Yung Snapp.
Queste presenze non sono semplici “feat” di circostanza: sono specchi nei quali Vale si riflette, amici nella musica e nella vita reale che creano nell’album un senso di collettività e umanità. A rafforzare il concetto d’appartenenza, un equipe d’eccellenza anche quella “dietro le quinte”: l’album è stato prodotto da Niko Beatz e mixato e masterizzato da Luca De Gregorio, punti di riferimento della scena partenopea. 

Secondigliano come mito e prigione

Angeli Violenti è un mixtape che non dimentica i codici o il linguaggio comune figlio della cultura di chi è cresciuto “‘mmiez ‘a via”.
Non possiamo infatti parlare di Vale Lambo senza parlare di Secondigliano: è la sua radice, la sua bandiera. Ma se da un lato il legame alla città è orgoglio e appartenenza, dall’altro Secondigliano rischia di trasformarsi in una gabbia di auto-citazione, legando indissolubilmente ancor di più l’identità artistica di Vale Lambo al luogo, costruendo sì una forza ma anche un recinto. 

Nonostante ciò, però, durante l’ascolto non puoi non immaginare una città che vive tra sacro e profano, costellata di angeli violenti su di un T-Max che utilizzano la musica ed il rap come trascrizione contemporanea di una città ambivalente e che non risparmia nessuno.

Il punto nevralgico, alla fine, è questo: Angeli Violenti non è un album rivoluzionario

E non lo vuole essere.
È un disco che consolida la posizione di Vale Lambo nella scena.
Non cerca di cambiare le regole del gioco, ma di confermare che lui sa giocare.
E sa giocare bene.

Ascoltarlo è come camminare in una città che conosci già a memoria, poi però un giorno a caso alzi la testa al cielo e noti un piccolo dettaglio diverso: una luce che filtra da una finestra, un fatto che non avevi mai notato.

Angeli Violenti è un diario circolare – un racconto che si ripete, cambiando solo qualche dettaglio. E in questo, paradossalmente, ci sono profondità ed introspezione, perché forse è proprio questa ripetizione il punto: nei déjà-vu e nelle reiterazioni c’è la vita vera.
Quella che racconta Vale Lambo, che non cerca di essere altro da sé: è fedele, coerente, testardo.
E questa testardaggine, che potrebbe sembrare chiusura, è in realtà la ragione per cui la sua musica continua a parlare.

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