Color Fest 2025: un rito collettivo

da | Ago 12, 2025 | Interviste, News

Dal 12 al 14 agosto 2025, sul Lungomare Falcone Borsellino di Lamezia Terme, nella suggestiva Riviera dei Tramonti, approda la XIII edizione del Color Fest. Color Fest non è solo un festival: è un rito collettivo che da tredici anni trasforma la Calabria in un crocevia di arte e creatività.Ogni live diventa parte di una […]

Dal 12 al 14 agosto 2025, sul Lungomare Falcone Borsellino di Lamezia Terme, nella suggestiva Riviera dei Tramonti, approda la XIII edizione del Color Fest.

Color Fest non è solo un festival: è un rito collettivo che da tredici anni trasforma la Calabria in un crocevia di arte e creatività.
Ogni live diventa parte di una narrazione unica e la lineup di quest’anno è un mosaico di sonorità. Da Lucio Corsi ai The Murder Capital, da Joan Thiele agli Offlaga Disco Pax.
Accanto ai grandi nomi della scena nazionale e internazionale, trovano spazio anche ritorni di casa e new generation come i Dissidio con NAIP, testimoni di un legame profondo tra il festival e la sua comunità artistica.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Mirko Perri, direttore artistico del festival, per fare un deep dive all’interno della realtà del Color Fest 2025.

Come si struttura la vostra ricerca artistica nella costruzione della lineup?

“Per noi mettere insieme la lineup è un po’ come fare una playlist per un viaggio molto lungo: devi avere brani che ti sorprendono, altri che ti rassicurano e qualcuno che ti spinge a guardare fuori dal finestrino. Ci piace mischiare mondi diversi: Lucio Corsi che porta il suo glam-folk visionario accanto alla tensione post-punk di The Murder Capital, Joan Thiele che gioca con soul e R&B insieme all’universo spoken word e politico degli Offlaga Disco Pax. Ci guida sempre una domanda: ‘cosa succede se queste energie si incontrano nello stesso spazio-tempo?’. È lì che nasce la magia di Color”.

Quanto conta per voi il luogo, sia come parte dell’esperienza sia come fulcro dell’identità?

“Conta tutto. Il Color Fest nasce in Calabria e cresce con la Calabria. Portarlo quest’anno sul Lungomare Falcone Borsellino e lo Stromboli all’orizzonte, in quella che è conosciuta come ‘Riviera dei Tramonti’ è stata una scelta naturale e che attesta chiaramente la nostra visione: dire che qui, in un posto bellissimo ma spesso sottovalutato, possono succedere cose di livello internazionale. Non è solo lo sfondo: il mare, la luce del tramonto, la gente che ti accoglie… sono parte integrante del concerto”.

Quanta importanza ha per voi costruire una narrazione per il pubblico?



“Tantissima. Il Color non è ‘arrivi, ascolti, vai via’: è una storia che comincia quando piazzi la tenda o attraversi l’ingresso principale del festival e si chiude dopo l’after-show alle cinque del mattino. Ogni palco, ogni cambio di luce, ogni passaggio tra generi è pensato per spostarti da uno stato emotivo all’altro. Ci piace l’idea che la musica entri nel corpo, ma anche che accenda immagini, ricordi, desideri. È un po’ come scrivere una colonna sonora a cielo aperto, o come compilare una playlist (come dicevamo prima), in cui il pubblico è il protagonista”. 

Tra i nomi emergenti, c’è qualcuno che sentite “figlio” del vostro lavoro negli anni?

“Sì, NAIP, ad esempio: che torna quest’anno al festival coi Dissidio, band di Lamezia Terme con cui ha iniziato il suo percorso artistico. Per loro sarà un ritorno speciale sulle scene, e proprio qui presenteranno una ‘sorpresa speciale’. È bello vedere come il Color Fest possa diventare il luogo dove certe storie si chiudono e si riaprono, dove artisti legati alla nostra comunità tornano a condividere nuova musica davanti a un pubblico che li ha seguiti fin dagli inizi”.

Color Fest 2025 conferma la sua natura di esperienza immersiva, dove la musica è soltanto il primo capo di una matassa unica nel suo genere.

È un invito a vivere il festival come un viaggio: non soltanto musica fruibile ma suoni, immagini e storie che attraversano.
Il tutto sottolineando che la Calabria non è solo bellezza o figlia delle narrazioni tossiche, ma un universo fatto di resistenza culturale, un palco aperto al mondo.

La Playlist di Cromosomi