“CARTONE” è il debutto viscerale di dentrokappa

da | Giu 5, 2025 | Recensioni album

dentrokappa mette a nudo la sua identità in "CARTONE", un EP che non cerca consolazione ma verità, tra elettronica, smarrimento e lucidità

Crudo, diretto e viscerale: CARTONE è l’EP di esordio di dentrokappa per NUOVA RELIGIONE, disponibile dal 30 maggio. Anticipato dai singoli “vent’anni” e “FOTTUTI GUAI!”, questo progetto non è una semplice raccolta di brani, ma una vera radiografia emotiva.

CARTONE non è un disco che scivola addosso, da ascoltare distrattamente, anzi. Ti strattona, ti espone, ti costringe a sentire e porti domande: ascoltare questo EP è come stare sull’orlo di un burrone e cullarsi nella vertigine, accettando il rischio di cadere. Le parole aderiscono ai pensieri come colla invisibile. Tutto oscilla tra smarrimento e introspezione, come in un sogno lucido da cui non si riesce a uscire.

I sei brani sono prodotti interamente da Kylma, che costruisce un paesaggio sonoro ipnotico e stratificato, profondamente coerente con l’universo emotivo dell’artista: synth liquidi, echi che si dissolvono, voci taglienti. Il suono stesso sembra tremare, farsi nebbia. Ogni elemento risponde a un’urgenza, come se la musica fosse l’unico linguaggio possibile con cui dentrokappa trattiene un’identità che sfugge.

CARTONE di dentrokappa è un percorso che alterna luce e buio, perdita e salvezza, realtà e delirio

“Serve luce per uscire da quest’ombra” dice dentrokappa in “ombre cinesi” – la traccia più malinconica dell’EP. In questo verso emerge il contrasto che attraversa tutti i brani: la tensione costante tra luce e oscurità, tra la voglia di risalire e la fatica di farlo. La luce è sempre qualcosa di intermittente, una possibilità che lampeggia e sembra poi svanire. Ed è proprio in questo spazio instabile che l’artista trova la sua voce.

Brani come “vent’anni” sono istantanee frammentate di una generazione che non trova un centro, ma continua a cercarlo. dentrokappa racconta la perdita di sé, l’assenza di una direzione e come la musica possa essere anche rifugio.

Avere vent’anni ed esser felice

sembra semplice ma non lo è

“A D R E N A L I N A”, in apertura, è uno sfogo, un climax che ascende sempre di più, dove la voce di dentrokappa sembra più vicina a un pensiero che a una presenza. L’artista descrive cosa signifca perdere sé stessi mentre tutto intorno il mondo continua a muoversi. “FOTTUTI GUAI!” è un brano abrasivo, un flusso di rabbia carico di tensione. Unica collaborazione all’interno di CARTONE è con golya in “COME OGNI VOLTA”. Un pezzo dai ritmi incalzanti, dove la voce più leggera e ariosa di golya si sovrappone a quella di dentrokappa, dando vita a un featuring coerente con il resto dell’EP.

In chiusura, “SE DIO MI INDICASSE – Outro”, che si apre con un flusso di coscienza e pian piano lascia spazio a una confessione che tocca corde profonde.

CARTONE è un lavoro che resta sospeso, che interroga, che scava nell’identità emotiva, senza volere in cambio risposte. dentrokappa non cerca risonanza, ma anime affini, che possano comprendere il suo vissuto e rispecchiarsi nelle sue parole.

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