Colombre porta l’Adriatico a Milano: la magia invisibile della realtà

da | Gen 25, 2024 | #Cromosomiintour

Venezia è bella ma non è il mio mare (cit.)

Stavolta invece quel mare è proprio il suo, l’Adriatico tanto caro a Colombre. Certo, parlare di Adriatico in una gelida serata di gennaio a Milano potrebbe essere visto come un gesto spregevole, ma l’atmosfera dentro l’Arci Bellezza profuma di perdono e affetto.

Realismo magico in Adriatico è un disco che ci racconta la magia della realtà. I pezzi di Colombre ci forzano con delicatezza a guardare con occhi diversi la quotidianità che ci circonda, trovando la magia sotto il velo di abitudine che ci abbaglia.

Un po’ come l’Adriatico, come ci raccontava Colombre, la realtà spesso ci sembra tranquilla, forse anche monotona, ma poi dal nulla ha la capacità di sorprenderci e travolgerci.

In mezzo a tanti proclami di “vita lenta” sui social, mentre si fa a gara a chi corre di più e a chi rincorre il vuoto più velocemente, Colombre ci regala un posto sicuro dove il tempo è sospeso. Lo fa con canzoni che raccontano qualcosa in più dopo ogni ascolto, raccontando il suo mare con un viaggio ai ritmi più adatti agli esseri umani, regalandoci sempre un’attesa serena di qualcosa di bello.

La provincia cronica si sente in ogni verso del cantautore marchigiano, ricordandoci che la vita, e soprattutto il significato di questa, non si nascondono soltanto nel grigio metropolitano.

Dopo Pulviscolo e Corallo, Colombre sembra essere arrivato ad una maturità artistica figlia del talento, di una sensibilità superiore e di un contatto costante con musicisti che, come lui, ricercano sempre un’arte sincera.

L’apertura del concerto è affidata a Livido, che riesce a coinvolgere il pubblico e introdurlo al giusto mood. Così, a occhio e croce, pare che il suo flusso di creazione artistica non si discosti troppo da quello che la serata propone. Bravo.

Nell’esibizione di Colombre c’è tempo di cogliere tante cose, i momenti piovono addosso senza fretta e prendendosi tutti il giusto spazio.

C’è tempo così per l’amore e per le ferite.

C’è tempo per il ricordo di Mirko “Zagor” dei Camillas con un pezzo struggente che probabilmente dal vivo fa ancora più effetto, Allucinazioni. Non manca nemmeno il tempo per i momenti più rock che chiudono il concerto.

Non so poi se è per abitudine, o se per il nome tanto attraente che il locale propone, ma sentire Giovanni che ogni pochi minuti grida “BELLEZZAAAA” fa trasparire un divertimento puro e genuino, quello di un artista che ama ciò che fa e fa solo ciò che ama.

Mi sono piaciute tante cose in questa serata, ma una in particolare la devo menzionare: Colombre NON HA FATTO IL BIS. Cioè, non ha fatto quella porcata di bis fasullo che ormai pare obbligatoria per tutti. Un’abitudine tanto fastidiosa quanto ormai insidiata in ogni live, accompagnata da un coro “se non metti l’ultima…” altrettanto odioso, quasi quanto quello che si sente alle lauree (che sopporto così poco da non voler riportare). Ci sono molte cose per cui dobbiamo ringraziarti, Giovanni, ma questa si aggiunge senza esitazione alla lista.

Non so bene perché, ma questo concerto mi ha ricordato in qualche modo il finale di “Comizi d’amore” di Pasolini: «Al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore». La musica di Colombre vuole smuovere la nostra visione della realtà, aiutandoci a coglierne la magia. Allo stesso tempo, una serata come quella dell’Arci Bellezza è un messaggio chiaro anche per la consapevolezza dell’artista: caro Giovanni, il tuo linguaggio parla a tante persone, prendine coscienza ogni giorno di più e goditelo fino in fondo.

La scaletta del concerto di Colombre all’Arci Bellezza di Milano:

  1. Midollo
  2. Maledizione
  3. Terrore
  4. Più di prima
  5. Pulviscolo
  6. Durerebbe un’ora
  7. Sveglia
  8. Non ti prendo la mano
  9. Qualche specie d’amore
  10. Per un secondo
  11. Allucinazioni
  12. Adriatico
  13. Dimmi tu
  14. Io e te certamente
  15. Il sole non aspetta
  16. Fuoritempo
  17. Blatte

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