Si, ne sono consapevole. IO NON HO PAURA di Ernia è fuori da un po’, ma qualche giorno fa riflettevo sul brano che più di tutti ha catalizzato la mia attenzione, Buonanotte. Il motivo è semplice: mi strappa il cuore, piango a dirotto, mi strazia, ma in realtà sto mentendo, l’ascolto eccome per ricordarmi di avere un muscolo grande quanto un pugno capace di battere non solo per quelle tipe che mi danno dei pali clamorosi.
Lo ricordo ancora il primo ascolto di Buonanotte. Era la notte dell’uscita, ero disteso sul letto con le cuffie, come spesso mi accade la notte tra giovedì e venerdì, la notte delle uscite musicali. Passare dal feat con Salmo, Cattive intenzioni, a Buonanotte non è stato semplice. Sin dalle prime note ho capito che stava per scatenarsi un cataclisma emotivo in quel letto…
Buonanotte è il racconto di un uomo che vive la decisione, condivisa con la sua compagna, di abortire in ospedale. Una ninna nanna alla vita mai nata, una lettera che spiega quella scelta, descrive gli stati d’animo della coppia, fotografa la strada verso quel luogo freddo e asettico come la sala operatoria di un ospedale.
L’aborto visto con gli occhi di un uomo, il racconto di una verità che fa male, la maturità di una coppia consapevole di vivere in uno stato laico soltanto sulla carta, c’è spazio per un messaggio di rabbia e di denuncia nel brano:
L’altra sera c’era un vecchio ad un programma serale,
inveiva contro casi come il nostro,
indi per cui avrei stretto la mia mano sulla sua giugulare
per dirgli, “È facile ingrassare, facendo la morale alla morale altrui”…
L’aborto polarizza come tema, è cosa nota. La profondità di un brano come Buonanotte potrebbe far avvicinare le persone a questo argomento, una campana che suona note diverse da quello che ci hanno raccontato al catechismo o che alcuni partiti di destra ultra conservatori continuano a sostenere.
Probabilmente non sarò mai padre, ma posso dire di esserlo stato per qualche minuto grazie ad Ernia, poi come lui e la sua compagna ho interrotto, almeno temporaneamente, questo desiderio. Con Buonanotte ho capito quanto potrebbe essere bello essere padre, dare un cugino a mio nipote Cristian, ma poi penso che sono ancora un figlio io e che a volte annaspo per cazzate, vivo l’instabilità economica e lavorativa di una generazione compromessa da scelte scellerate del passato. Lo vorrei un figlio, ma non adesso e questo brano mi ha permesso di aprirmi a quell’idea e a quella possibilità, se una cosa del genere dovesse accadermi proprio domani.
Mi hai dato un bel mal di testa
La paura di sbagliare, sai paralizza la scelta
Perdonami davvero, ma se abbiamo preso questa
È stato anche per non doverci ritrovare ostaggi della stessa
Certe notti invento storie da dire
Per distrarla, perché mamma ha certi crolli d’umore
Se dovessi ritrovarmi a prendere una decisione
Lo terrei perché non vorrei rivederla soffrire
Ma quando dormo puoi parlarmi nei sogni
Chiedermi di noi se hai dei dubbi irrisolti
Ti dirò di ciò che è stato e che sarà
Ora fai la buonanotte, dormi nei pensieri di papà
Quanto deve essere stato difficile? Quanto l’amore di due persone deve essere forte e capace di fare squadra in quel momento? Una dolcezza inaudita messa su carta e diventata poi canzone, la narrazione di una serie di triste, ma necessarie, diapositive.
“Ora fai la buonanotte” è il momento in cui da lettera si passa a ninna nanna, un momento in cui tutti gli attori in causa si augurano di essere capaci di passare al meglio la notte, cercando di alleggerire il dolore, con la consapevolezza che la convivenza con quel dolore è, al tempo stesso, necessaria.
Dico una sola parola ad Ernia: GRAZIE, perché ha dato modo di aprire gli occhi su un tema che apre spesso dibattiti nel nostro Paese, di aver dato voce al punto di vista che spesso non viene considerato, di aver dimostrato l’amore da una prospettiva diversa, perché l’amore ci porta a fare scelte forti, spesso non comprese da tutti. Dico GRAZIE perché ho appreso la forza dell’amore di due persone che si fondono per limitare i danni della burrasca del dolore.
Avete ascoltato questo brano? Spero per voi che la risposta sia sì, se non fosse così recuperatelo subito, concedetevi il tempo di digerire il contenuto, ogni singola parola che porta con sé un peso assurdo. Se una lacrima dovesse scendere sul vostro viso sarà normale, vorrà dire che siete ancora umani, che siete ancora vivi.










