Come si curano i sospiri malinconici di un’estate ormai giunta al termine? Prato ha la soluzione. Il cuore della città si tinge di luci rosa, palloncini che volano in aria ed una calorosa dose d’umanità targata Cadere Volare Tour
Non si è mai abbastanza pronti a lasciarsi alle spalle l’odore della salsedine, soprattutto quando questo significa interfacciarsi nuovamente con quei contrasti tonali che avevamo lasciato in sospeso per dedicarci ad una libertà in essere più selvaggia e compiuta.
L’aria settembrina a Prato pero’, sembra avere un gusto del tutto diverso
La città è colma d’energia, i volti sono distesi, persino i vicoli e le luci sembrano voler raccontare qualcosa di sé: è la primavera dell’inverno, è la magia della musica live.
Ad inaugurare questa nuova aria non poteva non essere che lui: Sangiovanni, la nuova musica, la nuova generazione
Quella del telematico e dello smart, delle velocità emotive e di notizia, quella che, paradossalmente, s’indicizza con l’ultima lettera dell’alfabeto.
Il concerto fila liscio dal primo istante, la folla è presente nel qui ed ora, vedo qualche smartphone, ma niente che non si possa ritrovare nella quotidianità di vagone qualsiasi, di una metro qualsiasi, di una città qualsiasi.
Possibile? Possibile.
Le prime file, a dispetto di ciò che si voglia immaginare infatti, non ci pensano nemmeno ad osservare il live tramite lo schermo di un telefono, gli unici fanali sono quelli degli occhi: meravigliati, commossi ed entusiasti.
La musica corre veloce, l’energia è inevitabilmente contagiosa,inclusiva.
Siamo nel bel mezzo di Scossa quando non posso fare a meno di notare una scritta:
“SANGIOVANNI, SEI IL MIO PRIMO CONCERTO”
Questa una delle tante frasi protagoniste dei cartelloni sventolati in aria, mi fermo a pensare: il primo concerto, di una nuova generazione, di una nuova era musicale, di un nuovo inizio.
Cristo, mi commuove.
Sangiovanni sembra aver fatto la mia stessa osservazione, infatti proprio mentre mi ritrovavo pensante la musica si ferma per lasciare spazio alle parole. E’ l’inizio di uno dei tanti scambi emozionali mossi dall’artista verso il suo pubblico.
In un periodo storico dove le pulsioni energetiche ed emotive sono sempre meno frequenti e ridotte all’osso, il live di Cadere Volare trasuda di un’umanità tale, che fa quasi venir voglia di crogiolarcisi dentro
Divertito e divertente, Sangiovanni si muove sul palco in punta di piedi cercando di stare attento a non sovrastare i cori mossi dal pubblico sulle sue stesse parole, è devastante.
Sono lì, in piedi davanti a quegli occhi che per la prima volta s’incontrano con la musica dal vivo, li vedo giocare e saltare in mezzo alle orbite, li vedo dilatarsi al suono della loro canzone preferita, li vedo incupirsi e farsi mangiare vivi dalla voracità delle parole quando pungono un po’ troppo, quando acchiappano alla gola e prendono a sberle.
Quegli occhi sono talmente vivi che vengono quasi le vertigini a guardarci dentro
Mi sento grata.
Dai più piccoli ai più grandi, l’attenzione del cantante non cede mai di gentilezze, si tuffa in mezzo alla folla, canta con loro, gli invita sul palco e gli abbraccia come se fossero una grande famiglia in festa. Una di quelle che si vuole bene davvero.
Non mancano i successi ormai qualificati multiplatino come Lady, Malibù e Farfalle, brani icona che hanno insignito e reso celebre la qualità tecnica dell’artista confermatasi nell’ultimo album dal quale prende nome il tour
Quello di Sangiovanni è un live che, sembrerà strano dirlo, insegna la dolcezza delle fragilità, allo stesso tempo però, non manca della ferocia tipica di chi ha osservato il mondo con gli occhi giusti e riesce a raccontarlo con parole altrettanto corrette.
Poi una postilla, l’artista si mette per un attimo in pausa ed esce fuori la persona.
Giovanni Pietro Damian si racconta nudo davanti ad una folla che sembra per un attimo ridursi ad un unico cromosoma, parla dell’ansia, racconta la sua lotta contro questa fastidiosa abitante, incita a comprenderla, ascoltarla, guarirla trasformandola in qualcosa di potenziante. Incita al perdonarsi.
Si racconta col sorriso, lo stesso con cui riprende in mano la scaletta tutto d’un fiato, lo stesso con il quale ci saluta.
Questo è stato uno di quei concerti che ti chiama e ti scuote dall’inizio alla fine, capaci di lasciarti andare via con in tasca un amuleto da custodire
Quindi, grazie Sangiovanni.










