Sbuca un “Fiore” all’improvviso, I Cani ci sono ancora!

da | Feb 27, 2022 | Recensioni singoli

Manca meno di un mese alla primavera, eppure un Fiore ha già fatto capolino nella vita degli ascoltatori de I Cani, la band di Niccolò Contessa. Come una “Bella di notte” fiorisce nelle tenebre e attrae gli insetti, Fiore esce di notte su YouTube, illuminando i nostri visi con i display e costringendoci a prendere […]

Manca meno di un mese alla primavera, eppure un Fiore ha già fatto capolino nella vita degli ascoltatori de I Cani, la band di Niccolò Contessa. Come una “Bella di notte” fiorisce nelle tenebre e attrae gli insetti, Fiore esce di notte su YouTube, illuminando i nostri visi con i display e costringendoci a prendere le cuffie nel nostro comodino.

L’uscita di un album de I Cani nel 2022 è cosa difficile da prevedere, l’auspicio di molti è che possa essere l’anno buono, dopo l’uscita di quella perla rara che prende il nome di Il sorprendente album d’esordio de I Cani.

Fiore è un ritorno al passato, un salto indietro verso quelle sonorità che nel 2011 ribaltarono le leggi dell’indie italiano.

La struttura del testo risulta differente rispetto alle ultime sporadiche uscite, così come anche i temi trattati nel brano. Quello che spicca, infatti, è come Contessa voglia mettere al centro dell’attenzione il dolore, la sua presenza costante nelle nostre vite e quell’inevitabile declino verso la morte.

Fiore ci mette di fronte a possibili scenari, cambiando la soluzione finale, ma ricordandoci sempre che la destinazione è nota e immutabile. Sembra quasi Black Mirror con i suoi finali alternativi, forse meno cervellotica, forse più normale, ed è proprio questa normalità che rende il tutto più eccezionale come ci ricorda sempre e per sempre il compianto Lucio Dalla.

Però persino il dolore
se ne va come un fiore…

Spazzato dal vento, calpestato, ingurgitato da qualche bestia, i fiori passano come passano i dolori. I fiori restano, la durata dipende dal nostro spirito di conservazione che nutriamo verso di essi. I dolori ci accompagnano nelle nostre vite, fino a quando decidiamo noi di farci accompagnare, poi voltiamo pagina e li lasciamo scendere alla prima stazione utile.

Fiore e dolore è un binomio che regge in tutto e per tutto.

Nessuno può scappare
dalla gioia e dal dolore…

Tutto è ciclico nella nostra vita. Senza fiori non ci sarebbero api pronte a impollinare (e non resto qui a spiegarvi l’importanza vitale che hanno questi esserini), senza dolore forse saremmo meno capaci di reagire alla vita. Il dolore tempra, ci permette di assaporare meglio le gioie e migliora la nostra capacità di riflessioni.

Non sono inutili quei momenti in cui stacchiamo la spina nei confronti del resto del mondo, l’importante è saper riconoscere il momento giusto per riattaccarla.

Non possiamo scappare dal dolore, ma possiamo conviverci e renderlo funzionale alle nostre vite, trarne il meglio.

Fiore de I Cani si aggiunge ad un mazzo di fiori dell’indie italiano di tutto rispetto, un mazzo di fiori che tutti dovremmo ricercare quando stacchiamo temporaneamente la spina: Il mio fiore per te dei Sick Tamburo, Un fiore per coltello de L’officina della camomilla e Fiore mio di Andrea Laszlo De Simone.

Sappiate scegliere i vostri fiori, sappiate gestire e assaporare i vostri dolori.

Intanto ascoltate Fiore de I Cani

Perché devo accettare
che tutto quanto prima o poi muore,
anche se mi fa paura
e non ci voglio pensare…

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