Prendete un ragazzo che nella sua brevissima carriera ha già totalizzato oltre un miliardo e mezzo di streaming (audio/video), aggiungete il talento storico di un artista che ha scritto la storia del rap italiano, condite con stima reciproca e bravura indiscussa e oplà: piatto pronto!
Attraverso il suo alias, yungest Moonstar, Davide Mattei decide di mettere in campo un nuovo flusso creativo, capace di farci tornare indietro nel tempo, partendo da un grande classico di Neffa, per poi lanciarci come un razzo nel futuro della musica italiana.
Esce così, giorno 30 luglio, come un fulmine a ciel sereno, uNa DiReZioNe giUsTa, personalissima cover di Lontano dal tuo sole del cantautore di Scafati.
Il perché di questa collaborazione ce lo siam chiesti un po’ tutti, ma le migliori hit del momento, forse, nascono proprio in questo modo. Un po’ a caso, un po’ per gioco, un po’ dal remake di un pezzo storico, un po’ per amicizia.
«Te lo scrivo per l’ennesima volta, grazie di cuore davvero, non ho ancora realizzato probabilmente di essere su uno dei brani che mi ha cresciuto, insieme a te. Sei speciale, da sempre e per sempre», – dichiara, su Instagram, yungest Moonstar al suo collega Neffa.
uNa DiReZioNe giUsTa riesce a connettere e abbracciare due generazioni di artisti, ma soprattutto due generazioni di ascoltatori.
Sembra di risentire un po’ il sound di quei famosi anni 90 – 00, in cui i brani dell’estate passavano nei lidi sulle spiagge, esclusivamente dalla cassa di un jukebox a monete (di tuo padre).
Strano, ma tha Supreme ci prende sempre. Classe 2001, il giovanissimo producer romano sembra calarsi perfettamente nell’atmosfera del datato racconto firmato Giovanni Pellino.
Che ti credi, mo’ ti vedi vecchio
Scappi e giri intorno, notte uguale al giorno
Sveglio mentre dormi, sogni già da sveglio
Mentre aspetti il solе, mentre aspetti il mеglio
Mentre muori perché stai vivendo
Due epoche a confronto, due modi differenti di esprimersi, eppure la storia resta sempre la stessa: rialzarsi, ricominciare, tornare a muoversi.
Croce rossa sulla parola “rassegnazione”. Si ferma chi è perduto e, delle volte, neanche lui.
No, non me la prendo se mi parli al back
Tanto è lì che rimani se non ti alzi mai, man
Credo nel cielo perché è vero che qualcosa è in me
Lo so per certo e no, non devo dimostrarlo a te, yeah
A te, non devo dimostrarlo a te
La necessità di riscatto. Il desiderio di guardare avanti. La voglia di “lasciar perdere”.
Sentirsi giudicati e decidere che non importa, che trattenersi dal bisogno di mostrarsi non rende comunque liberi, né belli, né migliori, né inscalfibili.
Esitare? Non tentare?
Ma quante possibilità abbiamo di vivere lo stesso momento in altre vite? O ancora, quante vite pensiamo che ci siano dovute, che qualcuno abbia pensato di riservarci?
Piede sul pedale destro. Occhi fissi sull’orizzonte. Si parte con l’intenzione di
avere un po’ di pace che ora non ho
E luce nei miei occhi che ora non ho
Una direzione giusta che ora non ho
Che ora non ho










