Senza Deluderti, tornano i Fask

da | Recensioni singoli

Senza Deluderti è il titolo del nuovo singolo dei Fast Animals and Slow Kids, uscito il 25 giugno. Dopo i singoli Come un animale e Cosa ci direbbe, i Fask,  sono pronti a preannunciare l’uscita del nuovo album: E’ già domani, prevista per il 17 Settembre.

Aspettando il disco ci crogioliamo nel nuovo singolo, Senza Deluderti, che sembra quasi voler essere una call to action, a quello che sarà il concept del disco, ad ogni modo non ci delude affatto.

Il brano si apre in una stesura delicata di riff melodici e parole che, distese dalla voce di Aimone, trovano spazio per poter essere viste ed ascoltate. Si diramano quei passi inziali, stretti e decisi, per spostare un respiro lungo la schiena, per farlo durare un po’ di più, quasi si fosse fermato il tempo in qualche modo, quasi a sentir davvero vicino a noi le immagini che, raccontano il testo, una poesia.

Sei una pioggia lontana, che distrugge le dighe dell’anima e nemmeno mi sfiora. Sei la foschia del mattino che dissolve il suo corpo quando torna il sereno

Nei versi, si riuniscono più e più significati, dove la forza d’ognuno, è rilegata non solo nell’insieme ma prevalentemente nel singolo. Nel tocco che, una determinata parola, assume dentro una canzone da cantare in solitaria ma che non ti fa mai sentire davvero solo. E’ un ricordo di quelli che, vanno oltre il tempo, un sigillo incontrastabile della potenza dell’emozione, la parte buona di ogni ritardo, di ogni attesa, è un singolo che ti prende per mano, senza paura, e t’accompagna a far pace col le parole che ti son rimaste incastrate fra lo stomaco e la bocca.

Una dichiarazione d’intenti, dove sarebbe bastato così poco. Ma quel poco quanto influisce, quando la lettura ne fuorvia il significato? E quindi: poco è già abbastanza, è troppo? Quando poco cambia il tono del Non darmi di più? Forse è proprio questo quello che potrebbe essere successo in questi versi, magari nascono da una promessa letta in modo diverso, da un diverso posizionamento degli accenti, degli apostrofi sulle parole. Ma per vincere sugli sbagli alle volte, basta l’arte.

Se non l’avessi detto
Io ero qui per te
Se non l’avessi detto
Non smetterò di credere

Senza deluderti, racconta come anche un abbandono, non significhi assenza

Il testo, pieno di impunture, ha quel profumo che ti fa attorcigliare un po’ lo stomaco che ti riporta in posti e momenti, dove ancor prima avvenisse il saluto, respirava la presenza. Come abbracciarsi con le parole, quelle leggere e cariche allo stesso tempo, per non perdere l’equilibrio, per destreggiarsi fra come vorremmo e cosa è giusto che sia.

Non riesco a parlare
Si sciolgono gli occhi
Come ghiaccio nel mare

Le parole intonse di presenza, raccontano la vita. raccontano il di più, il non arrendersi.

Scenderemo nel gorgo
Cantando questa canzone

E’ racchiusa qua, in questo verso la forza della vita. La resa concreta di un eterno che sarebbe comunque, inevitabilmente, esistito ma che ci viene regalato. Come se, affamati d’emozione, toltaci dalle stesse ultime parole del tempo, potessimo riparlarne ancora, qua, con questi versi.

Buon ascolto!

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