Fast Animals and Slow Kids & Willie Peyote cantano i (pre)giudizi

da | Recensioni singoli

Quattordici anni di carriera e cinque album dopo, i Fast Animals and Slow Kids hanno sancito la loro prima collaborazione con un big del panorama indie: il cantautore e rapper torinese Willie Peyote, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2021. La fusione di queste due entità musicali è Cosa ci direbbe, il nuovo singolo della band distribuito da Woodworm/Believe.

Cosa ci direbbe è un brano autoreferenziale, che racconta l’importanza di eliminare le barriere dettate dai pregiudizi e dall’ossessione morbosa del giudizio verso l’altro, le sue scelte e i suoi comportamenti. Il gruppo alt-rock, guidato da Aimone Romizi, si affida all’autoanalisi e si chiede come agirebbe se dovesse giudicarsi attraverso un occhio esterno:

Cosa diresti di te stesso, ti vedessi da fuori?
Non tutti gli occhi percepiscono gli stessi colori
Se sei severo con te stesso, lo sei anche con gli altri
Ma questo non lo sa nessuno e non vorranno scusarti (Che cosa ci direbbe)
Dovrei contare fino a dieci, dimmi, tu ci riesci? (Che cosa ci direbbe mamma)
Sei un fiume in piena in mezzo a tanti zitti come pesci (Che cosa ci direbbe)
Prima di fare danni, mettiti gli stessi panni

A proposito di questa collaborazione, i Fast Animals and Slow Kids hanno dichiarato: “La collaborazione è nata principalmente dalla nostra voglia di trovare un artista che capisse il senso del nostro testo e ci aiutasse a renderlo meno criptico. Andando ad analizzare le modalità di scrittura: Willie Peyote è una persona che riesce tranquillamente a spiegarti un concetto con poche frasi. Noi, invece, siamo proprio quelli che vanno verso l’astrattismo puro, anche se pensiamo di essere chiari”.

Cosa ci direbbe segue l’uscita di Animali notturni ed anticipa il prossimo progetto discografico dei Fast Animals and Slow Kids.

Grazie al contributo di Willie Peyote, la canzone (che aveva già un sound definito e ben costruito) ha preso forma e ha acquistato conseguentemente un significato più profondo.

Al centro della dimensione musicale dei FASK, spicca sempre il desiderio di raccontare il tessuto sociale odierno, così come lo conosciamo in tutte le sue declinazioni.

La curiosità per ciò che ci attende, è veramente alle stelle.

 

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