Tre ore di distorsioni: il doppio live di Sick Tamburo e TARM a Roma

da | Lug 20, 2026 | #Cromosomiintour

All'Eur Social Park, Sick Tamburo e Tre Allegri Ragazzi Morti hanno eretto un muro di suono lungo tre ore, confermandosi una certezza assoluta dal vivo. Sotto il palco si è riunita una platea transgenerazionale, tenuta insieme dalla volontà di tramandare ai più piccoli un'idea di rock e di valori che si rifiuta di invecchiare.

Ieri sera il palco dell’Eur Social Park ha restituito tre ore nette di chitarre, sudore e un muro di suono che ha tagliato in due l’afa romana.

I Sick Tamburo hanno occupato i primi novanta minuti di spazio acustico e fisico. Gian Maria Accusani e soci hanno aperto spingendo subito sull’acceleratore. I brani si sono incastrati in sequenza rapida, confermando la solidità di una band che sul palco bada al sodo e taglia corto con i convenevoli. Il set ha raggiunto la densità massima sulle frequenze centrali, serrando i ranghi fino a una chiusura ritmicamente martellante. Prima di passare le consegne, lo spazio si è aperto per un’incursione di Davide Toffolo, salito sul palco per l’esecuzione congiunta di Il fiore per te.

Il cambio palco ha preparato il terreno per i Tre Allegri Ragazzi Morti. Il gruppo friulano è arrivato a questo appuntamento romano del tour estivo 2026 con l’inerzia positiva del recente concerto sold out all’Arlene’s Grocery di New York. I successivi novanta minuti hanno mescolato in modo organico repertorio storico e brani estratti dall’ultimo disco Garage Pordenone uscito nel 2024.

C’è un metodo preciso nel modo in cui i TARM gestiscono il palco, un meccanismo rodato che satura gli spazi vuoti tra una chitarra e l’altra. La loro produzione recente testimonia un’attitudine frenetica: hanno da poco rilasciato Rane’n’Roll, una cover del brano di Joe Perrino & The Mellowtones, e le loro tracce accompagnano attualmente due opere cinematografiche nelle sale, Un anno di scuola di Laura Samani e Orcolat di Federico Savonitto.

All’Eur Social Park hanno ribadito una regola non scritta: dal vivo entrambe le band sono sempre una garanzia. La portata di questo doppio concerto si misura però anche guardando la platea, dove oggi convergono visibilmente più generazioni. Un suono che mantiene il baricentro basso, fatto di ideali e valori sempre presenti, a prescindere dal tempo che passa.

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