È uscito dopo 4 anni dall’ultimo disco The Real Me, un monologo di Future, che a 15 anni dagli inizi della sua carriera, attraversa un periodo complesso.
Un monologo sulla ricerca di sé
Niente featuring, ma un’ora ininterrotta di pensieri e suoni, classici e ormai consolidati nelle sonorità del rapper. 22 pezzi, che spaziano da sonorità un po’ alla The Weeknd come Hollywood, ad un groove più soul come Feeling I give, alla ballad conclusiva Eye to Eye.
È un progetto particolare questo, scegliere un titolo come The Real Me è molto ambizioso, ed è forse anche corretto?
Ascoltando le tracce infatti c’è un po’ una sensazione di automatismo, non arriva quel “pugno allo stomaco”, si percepisce la perdizione di un artista che è ormai consolidato nel circolo del successo.
“Life get crazy when you get everything you thought you needed”
Canta in maniera spenta in Cast a spell, e questa frase forse riassume un po’ l’impressione che arriva ascoltando il disco: un progetto che ha dietro dei suoni pazzeschi, un nome storico, ma che pecca di emozione.
Il mondo trap: tra donne e fama
È difficile da comprendere il rapporto con le donne del rapper. Certamente, come è “moda” nel mondo della trap, c’è una rappresentazione molto esplicita e sessuale delle donne, ma mentre in lavori passati raccontava un conflitto tra il suo carattere e la voglia di non deludere la donna che ama, qua c’è una sorta di rifiuto. Le donne di questo disco sono dei tentativi dell’artista di cercare conforto, ma gli stessi personaggi poi perdono di importanza o personalità e i rapporti si riducono ad esperienze sessuali.
Nonostante queste considerazioni, si parla di un album che dimostra l’importanza di Future, che mantiene l’asticella alta tra i pilastri della trap. Quando la tua fama raggiunge un livello tale, è difficile alzare ulteriormente l’asticella, soprattutto dopo tantissimi anni di pubblicazioni. Oltretutto, scegliere di realizzare un disco senza featuring è una scelta coraggiosa, ci sei solo tu e le tue parole che fluiscono, ed è forse questo il motivo per cui il disco si chiama The Real Me?
Niente trucchi, niente finzione, ma la rappresentazione di una personalità con tratti più colorati e tanti tratti oscuri. È anche questo il motivo per cui il disco potrebbe risultare difficile da ascoltare, o lento, Future non cerca di tirare fuori delle hit radiofoniche, ma racconta quello che sente di dire.
Money over everything è diretta sullo stile di vita e sui valori che in qualche modo rappresentano il suo personaggio, così come tendenzialmente la scena trap.
Ma in un disco che parla di identità, ci chiediamo: qual è la soglia tra il rapper e l’essere umano? I temi che affronta rappresentano il suo personaggio, o lui stesso si è ormai inevitabilmente fuso al Future artista?
The Real Me è sicuramente un disco interessante per gli amanti della trap, con dei suoni ricercati e delle produzioni che non deludono, che ben mostra anche le difficoltà nel reinventarsi dopo un percorso immenso e al centro della scena.
Vi lasciamo con un interrogativo, qual è secondo voi per un artista la soluzione per reinventarsi ed evolversi, quando nella vita puoi avere tutto?










