Non capita capita tutti i giorni di essere inseriti dal Time tra le 100 personalità più influenti del pianeta, ma per Noah Kahan il 2026 è l’anno della consacrazione definitiva. Il cantautore del Vermont, che ha trasformato l’indie-folk in un fenomeno da stadio, è pronto a inaugurare una nuova era: il 24 aprile esce il suo quarto album, “The Great Divide”.
L’album arriva nel momento di massima esposizione per Kahan, che pochi giorni fa ha debuttato su Netflix con l’intimo documentario “Noah Kahan: Out of Body”.
“Out of Body”: lo sguardo oltre la superstar
Vincitore del premio del pubblico al SXSW, il documentario diretto da Nick Sweeney non è la solita cronaca di una tournée. È uno sguardo ravvicinato e talvolta “destabilizzante” (parola dello stesso Noah) sulla sua ascesa fulminea. Dalle camerette della pandemia ai quattro sold-out consecutivi al Fenway Park, Kahan si mette a nudo, mostrando l’ansia da prestazione, il legame viscerale con il New England e la ricerca di un equilibrio tra la persona e il fenomeno globale.
Per questo nuovo capitolo, Noah Kahan ha alzato l’asticella. Prodotto da Gabe Simon (già braccio destro per Stick Season) e dal tocco magico di Aaron Dessner (mente dei The National e complice dei successi di Taylor Swift), “The Great Divide” promette di essere più coraggioso e sonicamente avventuroso.
I singoli “The Great Divide” e “Porch Light” hanno già dato un assaggio di quello che Billboard indica come un serio candidato ai prossimi GRAMMY®: testi onesti che parlano di distanza, identità e delle verità inespresse che ci separano.
Il dominio globale e il “The Great Divide World Tour”
Con oltre 15 miliardi di stream e 32 dischi di platino, Noah Kahan si prepara ora al tour più grande della sua carriera. Se il Nord America è già blindato con oltre 1 milione di biglietti venduti, l’autunno vedrà l’artista approdare in Europa con una serie di date nelle arene più prestigiose, dalla O2 di Londra alla Accor Arena di Parigi.










