Tommaso Paradiso apre la porta di “Casa Paradiso”: un album che profuma di vissuto

da | Nov 28, 2025 | Recensioni album

In un momento in cui il pop italiano cerca nuove identità, Tommaso Paradiso sceglie la strada opposta: torna a sé stesso. Casa Paradiso è un viaggio domestico ed emotivo, un album che ti accoglie come una luce lasciata accesa.

C’è un’immagine che attraversa tutto il nuovo disco di Tommaso Paradiso: una casa che non è solo un indirizzo, ma un luogo mentale dove tornare quando la vita chiede una pausa, quando il presente ha bisogno di radici. Casa Paradiso è questo: un album-stanza, un rifugio di dieci ambienti emotivi che si aprono uno dopo l’altro come porte lasciate socchiuse. Dentro, il cantautore romano riordina ricordi, ossessioni, attimi quotidiani e quella nostalgia che da sempre è il suo modo più naturale di stare al mondo.

Tommaso torna a un linguaggio che conosce alla perfezione, quello che trasforma i dettagli minimi in immagini che profumano di universalità: una macchina carica per il mare, un citofono che conserva il passato, una strada in salita che diventa metafora di vita. Ma qui non c’è autocompiacimento: c’è un bisogno sincero di autenticità, di scavare senza timore nelle pieghe personali, con una scrittura che si fa ancora più diretta, più trasparente, più sua.

Tommaso Paradiso: la semplicità diventa racconto, il vissuto diventa musica.

L’ingresso in questo universo è “Lasciamene un po’”, brano che riaccende subito il marchio di fabbrica dell’artista: romanticismo pulito, malinconia che non pesa e un gusto pop che guarda agli anni ’80 con una tenerezza moderna. È come aprire la porta del soggiorno: caldo, familiare, immediato.

Con “Forse” il tono cambia: la musica si fa più intima, più vicina al silenzio dei pensieri che arrivano quando nessuno li chiama. Paradiso mette a fuoco i tentativi, i dubbi, le consapevolezze che si affacciano solo quando abbassi le difese. È una specie di confessione, pronunciata piano, senza voler impressionare.

Il centro del disco è però “Tornare a casa”, un brano nato da un’esperienza quasi magica: rivedere la strada degli anni ’90 attraverso un visore di realtà aumentata. Da quella vertigine visiva nasce una canzone che è un richiamo ancestrale, un viaggio al punto di partenza per capire meglio il punto d’arrivo. È la chiave per comprendere tutto Casa Paradiso: l’idea che per andare avanti, a volte, devi guardare indietro.

La luce torna con “Goditela”, il pezzo più estivo, più sporco di sabbia, più carico di scorci italiani. Una Panda ingolfata di tavole da surf, Santa Marinella, il tentativo di trattenere il sole quando le giornate iniziano ad accorciare. È la stagione delle fughe brevi e delle risate lunghe.

“Comunque splendido” invece si muove quando la città dorme. È una canzone che respira di notte, quando anche il silenzio ha un suono e la realtà sembra più morbida. Paradiso racconta quei suoi rituali notturni che diventano piccole colonne portanti della creatività.

Tra nostalgia e quotidianità, Tommaso costruisce la sua geografia emotiva.

Con “70.000 voci” non c’è una storia da seguire: ci sono lampi. Fotografie infilate una dopo l’altra, come un rullino ritrovato. Cose che non fanno trama ma fanno atmosfera.

“Citofonare Paradiso” raccoglie molti dei pensieri che definiscono il suo immaginario: il tempo che corre, il passato che resta sorprendentemente nitido, il bisogno di prendere il volo quando la testa si fa pesante. È una canzone-verticale, che si arrampica tra idee e visioni.

L’ironia prende il sopravvento in “Ma come fanno i rapper”, un dialogo tra amici trasformato in brano. Paradiso e Setak sembrano continuare una cena più che registrare una traccia: è musica che nasce dalla spontaneità, dal non pensarci troppo.

C’è poi la scheggia pop “Non mi va”, nata durante una giornata al mare e carica di quella sfrontatezza che ricorda certi tormentoni disinvolti degli anni ’80. Un gioco diventato canzone.

E infine la chiusura, “Spettacolo”: Roma che diventa una mappa emotiva, un monopattino che sale, un istante che basta per restituire il senso delle cose. È un arrivederci più che una fine.

Casa Paradiso di Tommaso Paradiso è il suo lavoro più intimo e luminoso insieme: un disco che non mostra solo stanze, ma il bisogno di abitarle fino in fondo.

La Playlist di Cromosomi