La seconda edizione dello SprEco Festival ha preso il via martedì 25 novembre al Monk di Roma, confermandosi un appuntamento di riferimento per chi crede nella sostenibilità ambientale e nel ruolo della cultura come strumento di cambiamento. Il festival, ideato da Indiepanchine, nasce infatti con un obiettivo chiaro: sensibilizzare contro lo spreco ambientale, dimostrando come musica, arte e intrattenimento possano diventare un potente veicolo di consapevolezza.
Lo SprEco Festival ha coinvolto i partecipanti in un percorso di best practice contro gli sprechi. Ogni azione ha permesso di compensare le emissioni di CO₂ prodotte dall’evento stesso, garantendo, inoltre, sconti sul biglietto di ingresso. Tra le iniziative proposte: la possibilità di donare i propri vestiti a Humana, per ridurre lo spreco tessile e promuivere il riuso; l’utilizzo dell’app Too Good To Go contro lo spreco alimentare e una comunicazione completamente digitale, per eliminare il consumo di carta e materiali stampati.
Queste azioni semplici ma efficaci hanno trasformato i visitatori in protagonisti attivi della sostenibilità, rafforzando il messaggio del festival.
SprEco Festival: il racconto delle tre serate
Day 1
La prima serata dello SprEco Festival si è aperta con il talk “Essere Green: le nuove prospettive della sostenibilità”, un approfondimenti che ha introdotto riflessioni legate a nuovi modelli di consumo e responsabilità ambientale.
A seguire, lo show di stand-up comedy di Michele Ruggiero (@Cosedimichele): schietto e senza filtri, ha coinvolto la platea con la sua comicità pungente.
Sul palco è salito poi un artista che ormai è una certezza: Masamasa. Unico nel suo genere, dall’aria vintage e un po’ anni Sessanta, insieme alla sua band Masamasa è in grado di trasformare la sala in una vera e propria balera contemporanea. Anche chi non conosce i suoi brani ondeggia sul groove e non smette di muoversi.
Cambio repentino di mood con il dj set di Pippo Mannoio: l’artista, in perfetta simbiosi con la sua tab, ha aperto le porte di un trascinante viaggio sonoro e visivo con la sua elettronica magnetica, ipnotizzante e senza pause.
A chiudere la serata, l’attesissimo Labadessa. Molti lo conoscono per le vignette del suo celebre pennuto rosso su sfondo giallo, simbolo di un cinismo lucido. Oltre che un cantante, infatti, Labadessa è innanzitutto un fumettista. Nascosto dietro un paio di lenti scure che usa come protezione per non pensare al peggio, Mattia confessa la propria paura dell’esibizione. Ma al pubblico non interessano errori, dimenticanze, sbavature: lo adora proprio per la sua sincerità. Tra pezzi nuovi e cover di brani celebri rivisitate, Labadessa commuove e diverte tutto il Monk. E a fine serata regala anche un firmacopie, un gesto di gratitudine per chi lo segue e lo sostiene.
Day 2
Il mercoledì dello SprEco Festival prende il via con il talk “Industria Musicale e Impatto Ambientale” , un confronto dedicato a come il mondo della musica – dagli eventi alla produzione – possa abbracciare modelli più sostenibili. Si discute di responsabilità, di soluzioni possibili e del ruolo di artisti e pubblico nel ridurre l’imaptto ambientale.
La parentesi di comicità è affidata a Tiziano Labella, con una stand-up a metà tra l’umorismo britannico e il sarcasmo romano, capace di preparare il pubblico per i live.
Ad aprire la line-up è Addivvi, producer e rapper di Ceccano. Insieme al produttore ajcv ha portato sul palco “Barsport”, progetto che ruota attorno ai luoghi della provincia e ai suoi microcosmi. Rap, jazz e lo-fi si fondono con naturalezza e scaldano il pubblico. Sul finale arriva anche Jordà, che si unisce per un featuring sul brano “Interregionale”.
Lo step successivo è affidato a SKT, rapper calabrese cresciuto nel Regno Unito. La cifra stilistica che lo contraddistingue, infatti, è proprio il suo Calabritish: un mix tra le due culture che dà vita a un’identità fortemente riconoscibile. Nel suo immaginario sonoro trap, drill e riferimenti jazz si mescolano in un’estetica hip-hop che richiama gli anni 90.
Entra poi in scena Visino Bianco. Se il pubblico fino a quel momento si è divertito, con Visino Bianco esplode in un attimo: poghi, cerchi e una folla in visibilio per il rapper che porta una narrazione cruda, tagliente e carica di rabbia, ma estremamente trasparente e sincera. Un pubblico talmente caloroso e gasato che l’artista ha ringraziato di cuore e ha dichiarato di aver vissuto uno dei suoi show migliori fino ad ora.
A rappresentare ancora la Calabria ecco che arrivano Hammon e Glasond. Politicamente scorretti, pionieri dello scam rap in Italia, non conoscono mezze misure. I due rapper alternano ironia, provocazione e critica sociale, raccontando le contraddizioni di una provincia tutt’altro che idealizzata. Sul palco si divertono e fanno divertire con una spontaneità contagiosa che conquista tutti.
La seconda giornata dello SprEco Festival si chiude nel segno dell’underground italiano più intenso e autentico del momento. Identità e visioni diverse, ma uno stesso desiderio di esprimersi senza filtri.
Day 3
Il gran finale di SprEco Festival inizia con un talk sul tema dello spreco alimentare e delle strategie per ridurlo, in collaborazione con Too Good To Go, dal titolo “Ogni briciola conta: come evitare lo spreco”.
Poi, la folla si accalca sotto palco per l’inzio dei live. Il primo a salire è paolo.alneon, che catapulta il pubblico in un universo elettro-pop tagliente. I ritmi pulsanti trasformano l’atmosfera in un attimo, trascinando tutti nel mondo sonoro dell’artista. La sua presenza è ipnotica: non si tratta di un set introduttivo, ma di una bomba che apre la serata.
Il secondo artista è SANO, sangue partenopeo ed ex membro dei Thru Collected, che ha dato avvio al suo percorso da solista con l’album “Opopomoz”. Un mix di ballad, tracce dal respiro pop, e pezzi in cui il dialetto non è solo una tratto stilistico, ma componente identitaria. Il live è arricchito anche dalla presenza degli amici e colleghi Tripolare, Ariete e Lucky Lapolo. SANO non si limita a cantare, invita il pubblico in una dimensione tutta sua, come se fosse proprio quella parola magica dal suono ipnotico, “Opopomoz”, la formula segreta per attraversare la soglia del suo mondo.
Elettronica, techno, ambient e cantautorato: i RIP tutto questo. Raffaele e Pierpaolo hanno la capacità di intrecciare suoni ed emozioni in maniera magistrale, trasformando anche la malinconia in un impulso a muoversi. Un crescendo di bassi, texture e linee vocali quasi sussurrate costruisce un terreno sospeso tra intimità e liberazione. I RIP non si limitano a far ballare: mettono in dialogo cuore e dancefloor.
Come gran finale dello SprEco Festival arriva EMMA. Il suo non è un live tradizionale: il palco si dissolve e il pubblico diventa parte integrante dell’esibizione. EMMA scende tra le persone, si siede a terra con loro, le guarda negli occhi percependo le loro emozioni e si lascia ascoltare. Il suo concerto è un flusso di sensazioni continuo, in cui non emerge la perfezione, ma la presenza: umanità, fragilità, vulnerabilità. Non impone distanze, ma le cancella.
Un promemoria semplice: la musica unisce, la sostenibilità trasforma.
Con questa scossa di introspezione si chiude la seconda edizione dello SprEco Festival. Ancora una volta Indiepanchine ha portato nella Capitale uno spazio dedicato ai giovani, ricco di nuove proposte artistiche, spunti di riflessione e, soprattutto, un impegno reale verso la sostenibilità.










