Ma io sono fuoco segna un punto di svolta nella carriera di Annalisa che, dopo i grandi successi degli ultimi anni, torna con un progetto più maturo, complesso e dichiaratamente simbolico. L’album, uscito il 10 ottobre, è presentato come un manifesto di forza, trasformazione, rinascita e determinazione.
Prima di parlare del disco, vi portiamo al release party dell’album, dove Annalisa ha presentato il nuovo progetto. Siamo al Magma Eventi di Milano, una location trasformata per l’occasione: un piccolo palco centrale per il dj set, drink ispirati ai titoli delle tracce del disco (tra cui “Piazza San Marco”, “Emanuela” e “Delusa”), una mostra con le immagini di Annalisa e un letto al centro della sala, elemento chiave anche nella copertina dell’album.
Poco prima della mezzanotte Annalisa ha fatto il suo ingresso sedendosi proprio su quel letto per un’esibizione intima e suggestiva. Accompagnata dai musicisti ha interpretato “Maschio” e “Piazza San Marco”, i due brani già noti, seguiti da tre inediti: “Amica”, “Emanuela” ed “Esibizionista”.
Allo scoccare della mezzanotte l’uscita di Ma io sono fuoco è stata celebrata in modo semplice e autentico. Annalisa ha brindato tra gli amici e il suo team, dando inizio a una vera e propria festa.
“Ma io sono fuoco”: un nuovo capitolo di forza e trasformazione
A due anni da “E poi siamo finiti nel vortice”, Ma io sono fuoco arriva come nuovo capitolo artistico di Annalisa, in cui ardono la voglia di arrivare, l’evoluzione e la determinazione. È qui che il fuoco diventa metafora della scintilla creativa, della trasformazione e del continuo rinnovarsi, che è ciò che caratterizza la musica dell’artista.
L’album ha un concept profondo che si riflette sia nei testi che nell’immaginario visivo, racchiudendo l’essenza stessa dell’artista in questa nuova fase: una donna consapevole, libera e determinata.
“Ma io sono fuoco rivendica la propria appartenenza a quella forza inesorabile del tempo che brucia e trasforma, reagisce, distrugge per evolvere”.
Già a partire dalla cover art dell’album possiamo capire molto di questo nuovo percorso. Annalisa appare distesa su un letto, avvolta in una sorta di armatura, con piccole fiamme che brillano intorno a lei. Dietro la testiera, una tigre emerge silenziosa, ma potente.
Proprio questa immagine, in particolare la tigre, ci rimanda direttamente alla metafora del tempo circolare di Jorge Luis Borges:
“Il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, divora, consuma, così come anche noi facciamo con lui, o ci imponiamo di fare. Torniamo quindi anche al vortice, quello della vita, dove ci ritroviamo a girare, ma in questo viaggio c’è un equilibrio tra accadimenti e opportunità“.
E così, come nel vortice evocato nel precedente album, Annalisa torna a riflettere sul fluire della vita, sul continuo alternarsi di accadimenti e opportunità. In questo senso, si uniscono il fuoco della creatività e la tigre, simbolo della parte più istintiva e indomabile dell’artista, del coraggio di affrontare il cambiamento, del fuoco interiore che anima ogni sua scelta artistica.
L’album della trasformazione
Dal punto di vista sonoro, l’album fonde il pop italiano contemporaneo con influenze internazionali, giocando su un equilibrio raffinato tra venature elettroniche e atmosfere vintage anni ’80. La produzione moderna e curata nei dettagli valorizza la voce straordinaria e versatile di Annalisa, capace di adattarsi a ogni sfumatura emotiva del disco.
La tracklist ufficiale, rivelata dall’artista su Instagram il 23 settembre, conta ben 11 tracce. Oltre ai due singoli che hanno anticipato l’album, “Maschio” e “Piazza San Marco” con Marco Mengoni, spicca il featuring con Paolo Santo, uno dei principali autori del disco insieme a Davide Simonetta e alla stessa Annalisa, nel brano “Avvelenata”.
Per il resto, Annalisa sceglie di camminare da sola, portando avanti un racconto intimo e coerente, fatto di suoni e parole che la rappresentano pienamente.
Ma io sono fuoco si apre con “Dipende”, una canzone ritmata dal sapore anni’80 che mette in chiaro la direzione del progetto. Dopo il singolo con Mengoni, si continua con “Delusa” ed “Esibizionista“, dove Annalisa mette in mostra tutta la sua potenza vocale raccontando la storia di un uomo che perde la propria dignità, definito il più bugiardo dei bugiardi, capace di ferire chi gli vuole bene.
Si prosegue con “Maschio”, il singolo dell’estate, per poi passare ad “Avvelenata” e “Emanuela”, traccia che si distingue per un sound elettronico e per le chiare reference a Donatella Rettore, tra ironia e provocazione.
Le canzoni uptempo continuano con “Chiodi” e “Io sono”, dalle sonorità decise e una scrittura che afferma l’identità e la determinazione. “Amica”, invece, è un brano sincero, che racconta un amore complesso e imperfetto.
A chiudere il disco è “Una tigre sul letto continua a parlarmi”, una traccia dal titolo evocativo che riprende letteralmente l’immagine della copertina, chiudendo il cerchio concettuale del progetto. Un finale simbolico e introspettivo, che sintetizza l’anima del disco: la forza di bruciare, trasformarsi e rinascere dalle proprie fiamme.
Dal disco al palco: il tour “Capitolo I”
Dal 15 novembre Annalisa porterà Ma io sono fuoco, e non solo, nei palasport con un tour intitolato “Capitolo I”, un chiaro riferimento all’inizio di una nuova era artistica.
La prima data sarà a Jesolo per poi continuare nei principali palasport italiani, tra cui Milano e Torino, già sold out.
Dunque, con Ma io sono fuoco, Annalisa firma uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera. Un disco in cui la dimensione musicale e quella simbolica si fondono perfettamente.
È un album che non teme di bruciare, e che bruciando si rigenera.
Perché, come suggerisce il titolo, Annalisa non si limita a raccontare il fuoco: lei è il fuoco.










