Quando abbiamo intervistato Mille, qualche mese fa, erano da poco usciti i primi due singoli:
“Prima “Il tempo, le febbri, la sete”, poi “C’est fantastique”: due brani che sembrano quasi agli antipodi per dare un primo assaggio di un album che si preannuncia sorprendente. L’emotività sincera del primo, la ribellione marciante del secondo“
Dopo aver ascoltato Risorgimento, possiamo confermare che nell’album troviamo tutto il continuum: dall’emotività più struggente si arriva all’energia dance anni ‘80.
Troviamo al contempo tratti di Gigi Dag ed echi di Lucio Dalla, il più bravo di tutti a unire alto e basso, divino e carnale, sacro e profano. Anche Risorgimento va in questa direzione, con l’ironia strafottente di Mille che sembra brillare alla sua massima capacità espressiva.
Al centro del progetto c’è la voglia di trasformazione, la necessità di proteggersi ma anche di rimettersi in gioco, con tutto il coraggio che serve per innamorarsi di nuovo, della vita, di sé stessi e forse anche degli altri. In questo senso, Risorgimento non è solo un titolo evocativo, ma una dichiarazione d’intenti: un invito a guardare avanti, a cambiare pelle, a evolversi, per raccontare un momento che segna un prima e un dopo nella vita di Mille.
Risorgimento nasce come racconto intimo e potente, che parla di rinascita personale e riscoperta di sé.
La parola Risorgimento si porta dietro un forte valore simbolico, legato anche alla ribellione e alla storia collettiva. Una storia che ha sempre affascinato Mille, fino a volerlo rileggere in una chiave personale e condivisa. Le emozioni individuali diventano così un’esperienza corale con un senso di comunità che emerge con forza.
“Un Maledettissimo Posto Migliore” è stato l’ultimo singolo prima dell’uscita dell’album: un brano che al primo ascolto dà quasi fastidio. Non dà punti di riferimento, spezza qualsiasi formula preconfezionata al quale il pop ci ha abituato, ha tante sfumature diverse in poco più di 3 minuti. Il gioco qui è capire di quanti ascolti avete bisogno per innamorarvi di questa canzone. Poi potrà essere l’incedere dance, il parlato magnetico che ricorda la Vanoni, o chissà quale altra sfaccettatura. Ma di questo pezzo vi innamorerete anche dopo averlo odiato.
Dall’altra parte del continuum, “Tour Eiffel” è una canzone che ti entra dentro in pochi secondi. Lo fa in modo semplice, con una produzione minimale che esalta le parole e la voce di Mille.
“La nostra vita che cos’è? Un romanzo dentro un foglio Excel“
Dopo che il pezzo ci ha già conquistato, ecco che arriva un’altra sorpresa: la voce di Rachele Bastreghi. L’emozione arriva ai brividi, e all’improvviso ci rendiamo conto che l’eredità musicale dei Baustelle è in buone mani.
“Doveva ancora arrivare una come lei“. E se a dirlo è Rachele Bastreghi, difficile non fidarsi. Ancora più difficile dopo aver ascoltato i nuovi brani di Mille in una veste diversa, fatta di voce e piano. Una veste che al release party ha permesso di esaltare una ricchezza di sfaccettature diverse, una profondità e un’anima che all’interno del disco vengono amalgamate nella ricca produzione.
La sensazione è che Risorgimento sia un album che si presta alla perfezione per sperimentazioni live, ancora meglio quando qualcosa viene tolto anziché essere aggiunto.










