acquachiara, nome d’arte di Chiara Bevilacqua, è una cantautrice romana classe 1999. La musica l’accompagna da sempre: pianoforte da bambina, poi chitarra, basso elettrico, fino al teatro e alla recitazione. L’arte, insomma, è casa. E non sorprende che, trovando la sua voce, abbia scelto di farne un mezzo.
Il suo stile è un equilibrio tra folk, pop ed elettronica. Le sue canzoni non parlano solo di sé, ma si fanno spazio dentro chi ascolta. Raccontano storie intime ma condivisibili, bisogni sussurrati o urlati. Il suo ultimo singolo, falene, uscito il 6 giugno, è un manifesto di musica e abbandono dei pensieri. Un invito a lasciarsi andare.
Il live al Wishlist di Roma
Venerdì 20 giugno, Acquachiara si è esibita al Wishlist di Roma: un’ultima data prima di una pausa dalla capitale, e una tappa carica di emozioni. Apre Corpoceleste, altra voce giovane e intensa che fa da ponte perfetto al mondo emotivo di Chiara.
Il live si muove tra melodie acustiche ed elettroniche, tra momenti di introspezione e aperture più energiche. In scaletta brani come Sempre amore, Come si fa, Le cose che ho, Pozzanghera, alternati a testi che toccano esigenze collettive e messaggi sociali.
Spicca piacere, Sofia, dedicata a chiunque si sia mai sentito escluso. “A tutte le persone che non si sono sentite accolte”, dice lei. Un appello a riscoprire il legame, a uscire dal guscio dell’individualismo che spesso ci imprigiona.
Non mancano richiami alla sua città come Linea Gialla e Ottantesimo minuto, brani che mischiano ironia, affetto e realtà quotidiana.
Un momento particolarmente atteso è falene. Un pezzo che promette leggerezza, ma regala molto di più. Chiara, inizialmente timida, si scioglie sul palco. Sembra quasi dirci che per farsi sentire non serve spiegarsi, basta brillare.
Così, tra amici e volti sconosciuti, l’artista regala una serata che non ha bisogno di troppe parole. Tra il desiderio di spingere e la paura di non farcela, a volte scendere in pista e ballare è l’unico modo per sollevarsi. E forse è proprio questa la sua resistenza gentile: non smettere di cercare la luce, anche se tremola.










