Nuova Scena: come scrivono Cuta, Nox e Camilway?

da | Apr 17, 2025 | Interviste

La seconda edizione del rap talent di Netflix nuova scena si è conclusa con la vittoria del rapper milanese, che si è portato a casa il montepremi di 100mila euro. I tre finalisti ci hanno raccontato il loro processo creativo.

La seconda edizione di nuova scena si è conclusa con la vittoria di Luca Olivari, in arte Cuta. Il rapper Milanese ha conquistato sin da subito il cuore dei tre giudici, e il suo percorso a Nuova Scena si è concluso con il trionfo nella battle finale degli inediti. Successivamente sul podio Nox (Mohamed Naji) e Camilway (Camillo Perini).

I tre finalisti si sono esibiti davanti a Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain, portando il loro vissuto nella maniera più esplicita e più hip/hop. Attraverso le loro parole. Accompagnati nella performance da alcuni dei produttori più celebri del panorama rap nostrano. Cuta ha presentato il brano “sedicenne incinta” con la produzione di Junior K, poi Nox e la sua “Zin Zin” che ha visto la collaborazione di Madfingerz. Infine Camilway con “Nuova vita”, alle macchine Yung Snapp.

I ragazzi di Nuova Scena sono prima di tutto degli autori

E adesso, terminato il grande carrozzone dello show mediatico, i nostri ragazzi tornano ognuno alla propria vita e alla scrittura dei nuovi pezzi. Ognuno con il proprio stile. Cuta, Nox e Camilway hanno spiegato qual è l’approccio di scrittura dei loro brani e come questo approccio si sia modificato nel corso del tempo. Interessante soprattutto la riflessione di quest’ultimo:

Io non ho da pensare solo alla musica. Il primo pensiero è la salute. Quando ci sono dei momenti in cui mi blocco, nella mia mente diventa tutto nero, no? Le ho avute delle belle idee, sicuramente Netflix mi ha dato questa pressione, Nuova Scena mi ha dato questa pressione. Che mi ha aiutato molto. Adesso comunque mi concentro sulla scrittura, perché adesso io devo arrivare anche alla gente di fuori, non posso arrivare sempre ai Calabresi. Questa roba mi ha aiutato molto. Per me va bene così. Sono pronto a spaccare, sono pronto a farmi capire.

Per Cuta invece, le cose sono molto differenti:

Per me la roba veramente difficile della scrittura è nel cercare di far capire bene quello che stai dicendo, cercare di arrivare a più persone possibile, ed essere semplici e non banali, che è la cosa più difficile. E io cerco umilmente di fare questa cosa, che è come ritengo si debba scrivere. Però mi richiede molto tempo, quindi in momenti in cui ho più tempo sicuramente è più semplice questa cosa, e poi dipende banalmente dall’ispirazione. Cioè ci sono periodi in cui magari sono molto ispirato e quindi in tre settimane chiudo cinque tracce, e il mese dopo che magari non me ne viene fuori quasi nulla. La questione del foglio bianco io l’affronto stando là piuttosto otto ore. Una certa dico, oh Luca, ti dovrai pure rompere il cazzo, scrivi! Questo dopo che sono stato là otto ore che ho gli occhi come di panda

Anche per Nox, la scrittura è un momento fondamentale e complesso. Ma lo affronta con grande rigorosità:

Per me invece è diverso, perché quando mi danno scadenze io ho davvero il pepe. Quando devo scrivere, scrivo. In studio per me la situazione cambia, nel senso che io vado lì con l’obiettivo di farlo. Non esco fuori di lì finché non ho il mio prodotto finito. Quindi per i pezzi che ho fatto a nuova scena, a parte che stavo vivendo delle cose personali in quel momento, quindi mi è venuto anche molto spontaneo scrivere. Quando c’è la spontaneità scrivi subito. Però sono uno che è molto costante, mi dicono ok, tu oggi devi andare in studio a farlo? Lo faccio. Da questo punto di vista sono una macchina. Cioè io devo andare lì, fare il mio e portare a casa il risultato. Non sono il tipo che dorme in studio, si inizia alle dieci, pausa pranzo, e si scrive dalle quattordici fino alle diciotto. Poi ciao ragazzi.

Il momento migliore per Cuta, Camilway e Nox? La notte!

Tutti e tre poi hanno definito il punto più prolifico della giornata per la scrittura: La notte

“Io scrivo la notte. Per me la notte è come se la giornata fosse finita. Non ho perché una giornata impegnativa, se non che vado all’ospedale, è proprio una cosa mia”

CAMILWAY

La notte porta consiglio, esatto. Per me la notte è il momento più giusto per scrivere, in senso che là mi trovo veramente bene la notte”

CUTA

“Sì, anche io tendenzialmente le robe più fighe le ho scritte la notte, perché poi la notte sei da solo, e poi i freni inibitori, cioè sei stanco, quindi ti vieni a buttare giù”

NOX

E dopo la notte, c’è un nuovo giorno. Un nuovo giorno ricco di opportunità e musica per i ragazzi di Nuova Scena 2, che ci si augura possano continuare a conquistare il pubblico e scrivere sempre liriche migliori. La strada è appena iniziata.

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