La logica non è sincera, “Alaska Baby” sì: il nuovo album di Cesare Cremonini

da | Nov 29, 2024 | Recensioni album

"Alaska Baby" è un viaggio lungo, coraggioso e necessario attraverso cui Cesare Cremonini si riappropria dei suoi sensi.

Il 29 novembre è il giorno dell’uscita di Alaska Baby, ottavo album in studio di Cesare Cremonini.

Dopo due anni e mezzo dal rilascio di “La Ragazza del Futuro”, il nuovo album rappresenta il secondo esordio dell’artista attraverso un viaggio musicale esplorativo.

Come più volte anticipato da Cesare Cremonini stesso, viene qui consacrata la rinascita della sua carriera e della sua stessa natura come uomo.

C’è un gran bisogno di perdersi prima di ritrovarsi

Alaska Baby, dalla durata complessiva di 53 minuti, presenta dodici tracce.

A partire dalla title track, Cremonini esprime in maniera eccellente il concept nascosto in piena vista dell’album: c’è un gran bisogno di perdersi prima di ritrovarsi.

Mentre noi dormiamo
che ore sono ad Hong Kong
Me ne voglio andare
a perdermi nel mondo

Con “La nuova stella di Broadway”, Cremonini aveva già portato lontano il suo pubblico. Da scommessa d’amore, New York si trasforma adesso nella fredda e gelida Alaska che, seppur più lontana, sembra incredibilmente vicina a tutti noi.

L’unico brano dell’album rilasciato in anteprima, Ora che non ho più te, alla fine del mese di settembre era già in vetta alle classifiche italiane. Elogio alla ripartenza, la traccia consacra la fine di un legame. Le anime di ciascuno non sanno più verso dove andare. Ma, anche se è già finita la musica, si può ancora ballare per un’ultima volta. In mondi altri, il ballo conclusivo diviene primario, con sé e con ciò che verrà.

Ora che non ho più te vuol far ripartire dal punto in cui ci si era fermati o forse, perlopiù, persi. Nella celebre “Marmellata#25”, viene a mancare la colonna portante della vita del protagonista del brano. Così, si perde il senso di libertà che dava l’altro, proprio come lo dà la domenica. Ora che non ho più te è paragonabile a un lunedì che ha l’aria di una promessa di riscatto con cui si ritorna definitivamente liberi.

Alaska Baby e le varie collaborazioni

Dei testi di Alaska Baby ne è co autore lo storico collaboratore Davide Petrella (TROPICO), uno degli artisti più fertili della musica italiana.

L’album presenta quattro tracce che vedono l’incontro tra Cremonini e altri distintivi artisti del panorama musicale, italiano e internazionale. Aurore Boreali, inedita collaborazione del cantante con la prodigiosa Elisa, fonde le due voci degli artisti che rievocano un’atmosfera di attesa e speranza.

Lo sai tenere un segreto 
che per essere sicuro
Che se comincia davvero, davvero, davvero
tu non lo dici a nessuno

Elisa è presente anche nei cori del brano Ragazze facili, piena espressione della paura dell’amore nuovo, intricata a quella paradossale sensazione di volercisi tuffare a capofitto.

A seguire, la traccia Dark Room vede la presenza del rinomato pianista statunitense Mike Garson, storico collaboratore di artisti come David Bowie e i Duran Duran. Il brano trasuda un sound che lascia immergere l’ascoltatore in un buco nero spazio temporale, nient’altro che invito al fidarsi del domani.

Capita anche a te
di continuare ad aspettare i suoi miracoli
io come te non li so fare
ma poi è bellissimo sperare che non sia tutto qui, sì

Il terzo featuring è quello con il cantautore bolognese Luca Carboni. Insieme, Cremonini e Carboni ci portano fino a San Luca, santuario a cui è possibile giungere passeggiando attraverso più di seicento archi.

Se è vero che per ritrovarsi bisogna anche star soli, compiendo sentieri inesplorati, San Luca riesce a farci ritrovare la giusta strada da imboccare. La salita ci affatica, ci spaventa e, al tempo stesso, ci affascina e incuriosisce. Al futuro, poi, ci si penserà senza più temerlo, perché sperare che non sia tutto qui è davvero bellissimo. Con pazienza, si passa dalla speranza alla consapevolezza che i piccoli miracoli si possono avverare, anche in cima a San Luca.

Risorgere, tingendosi di rosa

Che alle parole d’amore 
piace uscire di notte 
quando non le vedi
e fuori è un’alba rosa
e siamo ancora in piedi

La seconda metà di Alaska Baby comincia con il brano Un’alba rosa.

Cremonini canta le parole, le quali si insinuano sotto le coperte, per poi uscire dalle finestre. Talvolta fanno male, talvolta ci accarezzano, accompagnandoci lungo il corso della notte, alla quale succede un’alba che si tinge di rosa e ci rimette al mondo.

Il timore della solitudine, dei legami che continuamente demoliamo e ricostruiamo, diviene ora motore. Un’alba rosa procede a una notte senza fine, risuonando come un sentimento forte ed eterno. Al sorgere del sole di un giorno nuovo, si compie un atto di fede tramite cui poter, finalmente, rinascere.

L’ottava traccia, Streaming, cambia l’andatura del passo di Alaska Baby.

L’atmosfera si fa più ritmica, incoraggiante, inoltrandosi in una leggerezza da accogliere e, simultaneamente, abbracciare. Il profumo di un fiore diviene così poesia nello streaming. Anche Limoni, che profuma proprio d’estate, ci ricorda il necessario atto rivoluzionario che si compie lasciandosi andare. Bologna incrocia una città lontana, probabilmente al sud della Francia, piena di agrumi e colori che fa scoppiare il cuore di amore.

Se già ci apparteniamo poi, dopo che succede?

Il mio cuore è già tuo, di sicuro
E adesso come si fa, chi lo sa, chi lo sa

Il mio cuore è già tuo vede l’ultima collaborazione di Alaska Baby, quella di Cesare Cremonini con i MEDUZA, nome d’arte dei peculiari produttori italiani Simone Giani, Luca De Gregorio e Mattia Vitale.

In brani come “Io e Anna“, Cremonini aveva già espresso l’interrogativo che ci si pone, silenziosamente, quando ci si lega all’altro. Come si fa quando il proprio cuore appartiene a un’estensione di noi stessi? È già tardi per riprenderselo? È sbagliato abbandonarsi così tanto a qualcuno? Dopo che succede?

Ma in quella poesia scritta con le sue mani che dice:
“Anima mia, ti prego, donami le tue mani”
C’è una magia e tu già senti che lo ami

Amarsi e donare sé stessi non è mai sbagliato. A ricordarci che occorre concedersi, spalancando le porte di sé e dei propri sentimenti, sono la melodia e il testo di Una Poesia. Non siamo più in tempo per fuggire dall’amore e questa, forse, è solo una piccola fortuna. Cremonini fa umanamente ritorno alla poesia e, come precedentemente detto in “Poetica“, si troverà sempre un modo, anche quando poi saremo stanchi. Un modo per andar oltre i dolori, amare e rifiorire.

Lasciami tentare 
tutto quello che ho da dire
Non importa più trovare 
le parole

Le parole pronunciate all’alba divengono quasi marginare. Con Acrobati, ultima traccia di Alaska Baby, Cesare Cremonini prega la sua stessa esistenza di lasciarlo tentare, ricominciando da capo, in un equilibrio dolcemente instabile.

Ma la voglia di rischiare, 
intramontabile per noi
Che siamo acrobati 
oltre il confine

Sul ciglio di una nuova vita, il confine di sé e del proprio mondo è stato valicato. Si è adesso, finalmente, pronti a compiere uno slancio luminoso.

Come anticipato, Alaska Baby diverrà anche un documentario, progetto inedito del quale Cremonini ne è produttore è protagonista. Prossimamente disponibile su Disney+, il documentario attraverserà le tappe fisiche e sentimentali che l’artista ha compiuto.

Ci si può ritrovare anche alla fine del mondo

Partendo da Bologna, Cremonini ha attraversato l’America e giunto alla sua meta finale, l’Alaska.

Alaska Baby è un viaggio artistico tanto quanto umano, integrale fusione dell’uomo con la natura del mondo e delle cose.

Sin dal suo debutto, Cesare Cremonini è uno degli artisti italiani contemporanei che cerca costantemente di farsi portavoce dei sentimenti umani, riuscendo a pieno in questo intento. Nulla è fondamentale per l’uomo quanto dar ascolto alle proprie emozioni primordiali. Simili alle luci dell’alba e a quelle delle aurore boreali, ci stupiscono, commuovono e ci rimettono in contatto con l’essenza della nostra stessa esistenza.

Probabilmente, non avremo mai piena coscienza di quanto siano realmente grandi il mondo e ciò di cui è composto. Alaska Baby è una grande lezione di umanità secondo cui bisogna imparare a convivere serenamente con l’ignoto di ciò che sarà e verrà. In un modo o nell’altro, sarà splendido assistere al proprio risveglio dei sensi, anche ai confini del mondo.

Siamo nuovamente predisposti a riflettere, ballare, meditare e amare ancora.

La logica non è sincera, ma Alaska Baby e il suo creatore lo sono eccome, senza alcun ombra di dubbio.

La luce dell’Alaska non finirà e anche questo album sembra esser stato concepito per divenire senza tempo.

Alaska Baby è ora disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale.

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