Obladi Oblada e i fantastici quattro: Charlie Charles, Ghali, thasup e Fabri Fibra

da | Giu 17, 2023 | Recensioni singoli

Il produttore discografico Charlie Charles, pseudonimo di Paolo Alberto Monachetti, ha deciso di sferrare un colpaccio con il singolo Obladi Oblada, che mette insieme tre degli artisti più gettonati della scena hip hop e trap del nostro paese: Ghali, thasup e Fabri Fibra. La cover, dalle cangianti sfumature psichedeliche, è un chiaro richiamo alla celebre […]

Il produttore discografico Charlie Charles, pseudonimo di Paolo Alberto Monachetti, ha deciso di sferrare un colpaccio con il singolo Obladi Oblada, che mette insieme tre degli artisti più gettonati della scena hip hop e trap del nostro paese: Ghali, thasup e Fabri Fibra.

La cover, dalle cangianti sfumature psichedeliche, è un chiaro richiamo alla celebre copertina dell’album Abbey Road dei Beatles del 1969, così come il titolo stesso, modo di dire comune del popolo Yoruba traducibile in Life goes on (La vita va avanti).

Nei giorni precedenti, il produttore si era divertito a disseminare alcuni indizi: prima un cartonato con l’anticipazione della strumentale in Parco Sempione, a Milano, poi diversi riferimenti ai Fab Four sul suo sito.

Con Obladi Oblada, Charlie Charles fa il suo ritorno dopo quattro lunghissimi anni di silenzio: infatti, l’ultima uscita, Calipso, risale al 2019 con Sfera Ebbasta, Mahmood e Fabri Fibra.

Nonostante sia passato del tempo, con questo brano il produttore dimostra di non aver perso il suo tocco magico: la base è un tappeto tessuto sulle voci di Ghali, thasup e Fabri Fibra, che si intrecciano in una fitta e sapiente trama colorata.

Obladi Oblada ci fa muovere la testa a tempo dalla prima all’ultima nota, con un ritornello studiato per rimanere in testa già al primo ascolto. Si tratta di un brano che difficilmente possiamo collocare in un solo genere. Il testo parla di chi ha vissuto (o vive) nel ghetto, pensato non come un luogo ma uno stato d’animo e mentale, specchio di una società che insegna, a suon di porte chiuse in faccia e bastonate, metaforiche e non, il lato cupo e oscuro della vita. Questo ghetto può essere, però, anche la culla di grandi sogni e speranze, e per questo magico.

Benvenuti, quindi, nel ghetto magico di Charlie Charles.

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