Settembre ha riaperto la stagione musicale milanese, coincidendo proprio col ritorno alla routine della città della moda, del business e anche della musica. C’è chi la città di Milano la conosce bene, come un vecchio amore che si rifà sotto volta per volta, solo per ricordarti che rimarrà sempre lì e può averti tutte le volte che vuole. Ernia aveva questo pezzo nel cassetto da diverso tempo, con la produzione di Charlie Charles, che ha curato il suo ultimo disco. Possiamo considerare “Per Soldi e Per Amore” un album di successo, musicalmente curato e virtualmente fondamentale per la carriera dell’artista. Dedica, il nuovo brano di Ernia, si colloca perfettamente in questo progetto. Come ogni pezzo di particolare valore intrinseco nella vita e nel percorso artistico di un certo artista, aveva bisogno di una sua vetrina, di un momento in cui prendersi il pubblico in solitudine, con calma, senza la pressione che mettono i numeri, le classifiche, la competizione. Nella musica mainstream c’è tempo per questo. Delle volte, però, bisogna fermarsi e ascoltare.
Dedica come passato, presente e futuro.
Che nome dai ad un sogno?
Sono l’ennesimo ad averti detto: “Sì, lo voglio”
Nel rumore quando i negozianti chiudono le cler
E nella folla di chi è venuto fin qui
Per cercar sé quando ce n’è bisogno
Tra i palazzoni e le villette a schiera
Ho visto in te una vecchia amica e una madre severa
Ernia ha de facto personificato la sua città, lasciandola integra delle sue caratteristiche ma rendendola comunque umana, passibile di amore ed ammirazione. Allo stesso tempo Milano è madre severa e casa accogliente, o comunque senso di tranquillità. La forza di questo genere di canzone fatto da Ernia è la delicatezza musicale unita a un testo che riesce ad avere una sua letterarietà, una propria poeticità.
La licenza che si prende Ernia è quella di spostare costantemente l’orizzonte d’attenzione dell’ascoltatore. In un momento sente l’abbraccio o il giudizio, le aspettative della società che percepisce intorno; nell’altro sente un tepore, una mezza lacrima sul viso, che segue al palesarsi di una serie di ricordi legati a strade, palazzi, più in generale luoghi. Dedica è anche questo, un catalizzatore di memoria, quell’arte di fare da tramite tra una persona e un magazzino di emozioni, di ricordi per l’appunto.
Tu vuoi un beat di Charlie e lo sai usare!
Riprendiamo l’iconica tag di Charlie Charles, per sottolineare come Ernia sia cresciuto sotto un profilo artistico, di puro cantautorato che sale un gradino sopra al rap. Dedica è un prodotto musicale che non si può definire rap, ma è un brano che scava nelle viscere della storia della musica italiana. RIprende un tema particolare, la base è musicale e non si pone come prodotto costruito, suscita emozioni e memorie particolari. Possiamo stare a discutere ore sul fatto che la musica del nuovo millennio abbia, velocemente, cambiato destinatario, cambiato modalità. Molti pensano si sia abbassata di qualità per rispondere alla voracità del mercato. Proprio per questo Ernia si prende cura di un aspetto particolare della musica, che molti performer tralasciano in nome del guadagno. Un brano come questo si insinua nel canale dell’arte, per ciò che è in grado di portare all’ascoltatore. Per quel collegamento che fa tra autore, opera e pubblico. Il filo rosso attraverso cui passa un emozione, l’amore verso ciò che si sta facendo (e ascoltando), in questo brano l’abbiamo sentito, per questo è così speciale, per questo meritava un grado in più di attenzione.
Questo brano ci racconta al contempo del perché Charlie sembra aver scelto Ernia come nuovo baluardo della sua espressione artistica. Il suo originale duo con Sfera ha avuto senso fintanto che la direzione di entrambi fosse unita dalla fame di sfondare, dalla voglia di dimostrare di essere i migliori. Una volta raggiunta la vetta, uno si è spostato verso il puro mainstream, verso il mercato che ora rappresenta. L’altro invece, anche col disco “La Bella Confusione”, ha dimostrato di seguire tutt’altra strada. Nonostante Sfera sia presente in quell’album, molti hanno sentito la distonia tra i due in quel brano. Cucito a forza sull’artista, ma pienamente nelle corde del produttore. Ernia ha raccolto questa visione artistica, facendola sua, in un processo che da “No Hooks” a “Io non ho paura” ha progressivamente spostato l’orizzonte musicale dell’artista. Proprio in quell’ultimo disco mancava qualcosa. “Per Soldi e Per Amore” ha completato il percorso, Dedica l’ha reso quasi più poetico che musicale.









